Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/70: Progetto fiscale 17 (PF17) · 64 pagine
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1 Punti essenziali del progetto
1.1 Situazione iniziale
1.1.1 Sviluppi a livello internazionale
A livello internazionale, in materia di imposizione delle imprese si osserva l’evolversi di tendenze opposte, che si sono accentuate negli ultimi mesi. Numerosi Stati in tutto il mondo stanno adottando nuove misure a tutela del loro substrato fiscale. In alcuni casi si tratta di misure unilaterali di nuova concezione, mentre in altri di provvedimento che traggono origine da uno dei progetti di maggior rilievo e di più ampia portata del recente passato: il piano d’azione per la lotta contro l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli
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utili (Base Erosion and Profit Shifting; BEPS) dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) . Seguendo invece una tendenza contraria, diversi Stati si stanno adoperando per incrementare l’attrattiva della loro piazza economica con misure fiscali. Attraverso la combinazione di misure difensive e attrattive gli Stati, soprattutto quelli di medie e grandi dimensioni, cercano di guadagnarsi una posizione migliore nella gara per accogliere le funzioni dei gruppi connotate da mobilità. Tutto ciò genera un’accesa concorrenza fiscale a livello internazionale, con ripercussioni sia sulla politica fiscale svizzera che sull’accettazione internazionale dell’imposizione delle imprese applicata in Svizzera.
1.1.1.1 Recenti sviluppi in seno all’OCSE
Con il progetto BEPS, avviato congiuntamente nel 2013, l’OCSE e il G20 (gruppo dei 20 principali Paesi industrializzati e Paesi emergenti) intendono contrastare l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili. In particolare, si vuole evitare che l’interazione tra le legislazioni fiscali nazionali dia luogo a una doppia non imposizione degli utili d’impresa. Il 5 ottobre 2015 l’OCSE ha pubblicato i rapporti finali sul progetto BEPS e sulle 15 azioni in esso contenute intese a ripristinare l’imposizione nel luogo in cui le imprese esercitano la propria attività economica2. Il progetto si è così concluso con l’adozione di nuovi standard minimi, il consolidamento di quelli esistenti, l’introduzione dei cosiddetti «approcci comuni» e altre raccomandazioni non vincolanti (best practices), oltre alla definizione di un quadro globale e delle basi per nuovi lavori in seno all’OCSE. Per quanto riguarda i quattro standard minimi, ci si aspetta che vengano implementati in tutti gli Stati e i territori che hanno aderito al progetto.
I quattro standard minimi nel quadro del progetto BEPS si riferiscono ai seguenti ambiti:
(1) azione 5: Lotta efficace contro le pratiche fiscalmente dannose considerando la trasparenza e la sostanza;
(2) azione 6: Impedire l’abuso degli accordi;
(3) azione 13: Rendicontazioni Paese per Paese; e
(4) azione 14: Rendere più efficaci i meccanismi di risoluzione delle controversie.
L’esame condotto nel novembre del 2012 dal Forum dell’OCSE sulle pratiche fiscali dannose (Forum on Harmful Tax Practices; FHTP) è stato inserito nel piano d’azione BEPS. Il FHTP ha elaborato lo standard minimo dell’azione 5, che definisce tanto i requisiti per la sostanza economica quanto il quadro entro cui deve avvenire lo scambio automatico e obbligatorio di informazioni relative ai ruling fiscali. Il criterio della sostanza economica, la quale deve essere alla base di un’imposizione privilegiata da parte di un regime fiscale, serve per la valutazione dei regimi degli Stati membri, ad es. dei patent box. Questa verifica si è conclusa con la stesura del rapporto finale del 20153. Quattro dei cinque regimi svizzeri presi in esame sono stati giudicati «in corso di abrogazione» con riferimento al disegno della legge del 5 giugno 2015 sulla Riforma III dell’imposizione delle imprese (cfr. nota a piè di pagina 1) e alla previsione della loro abrogazione dal 1° gennaio 2019. Si tratta dei regimi applicati alle società di gestione, alle società miste, alle società holding e alle società principali. Non conforme al nuovo criterio riguardante la sostanza è stato giudicato anche il patent box del Cantone di Nidvaldo, assieme a 15 patent box di altri Stati (cfr. n. 4.2.2.1). Il patent box del Cantone di Nidvaldo, nella sua versione aggiornata, è stato nel frattempo giudicato non dannoso.
Nel settembre 2015 i ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali del G20 hanno incaricato l’OCSE di elaborare un quadro per l’attuazione e il controllo dei risultati del progetto BEPS (Inclusive Framework on BEPS). La partecipazione all’Inclusive Framework on BEPS presuppone che uno Stato si sia impegnato a dare attuazione agli standard minimi previsti dal progetto BEPS. Al 6 luglio 2017 sono 102 gli Stati e i territori che vi hanno aderito, tra cui tutti i Paesi dell’OCSE e del G20 ma anche e soprattutto Singapore, Hong Kong e Panama. I lavori dell’Inclusive Framework on BEPS devono anche prevedere dei termini transitori per l’abrogazione o l’adeguamento dei regimi giudicati dannosi. L’attuazione degli standard minimi da parte di tutti gli Stati e i territori coinvolti viene verificata mediante valutazioni tra pari (le cosiddette peer review). L’intento è quello di garantire a livello internazionale parità di condizioni materia di concorrenza fiscale tra piazze finanziarie. Questo esame è già in corso e i primi rapporti, che riguardano anche la Svizzera, sono attesi nel corso del 2017. Il FHTP verifica anche i regimi dei nuovi Stati membri dell’Inclusive Framework on BEPS e monitora l’attuazione delle concessioni fatte nel rapporto finale 2015.
1.1.1.2 Discussioni con l’UE
Nel quadro di una dichiarazione congiunta datata 14 ottobre 20144 la Svizzera è riuscita a risolvere la controversia sull’imposizione delle imprese con l’UE che ebbe inizio nel 2005. L’intesa raggiunta non contiene obblighi derivanti da trattati internazionali e si limita a fornire un elenco di principi e di intenzioni reciproche. Il Consiglio federale ribadisce la volontà di abrogare nel quadro della riforma III dell’imposizione delle imprese (RI imprese III) i regimi fiscali citati nella dichiarazione e non più accettabili a livello internazionale (regolamentazioni riguardanti le società di gestione, le società miste, le società holding, le società principali e le strutture Finance Branch). Da parte loro, gli Stati membri dell’UE confermano la loro intenzione di abbandonare le rispettive contromisure non appena saranno stati abrogati tali regimi. Scadenze non ne sono state fissate. Nella dichiarazione il Consiglio federale si impegna a non introdurre nuove misure contrarie ai principi internazionali sanciti in seno all’OCSE. Dalla bocciatura della RI imprese III in occasione del referendum del 12 febbraio 2017, la Svizzera è stata regolarmente in contatto con le autorità europee e ha più volte ribadito il suo impegno ad abolire i regimi fiscali menzionati nella dichiarazione congiunta. In particolare, nel mese di giugno del 2017 il nostro Paese
1 Cfr. Messaggio a sostegno della legge sulla Riforma III dell’imposizione delle imprese, n. 1.1.1 Sviluppi a livello internazionale; FF 2015 4133.
2 Cfr. http://www.oecd.org/tax/beps-2015-final-reports.htm.
3 Cfr. http://www.oecd.org/publications/countering-harmful-tax-practices-more-effectively-taking-into-account-transparency-and-substanceaction-5-2015-final-report-9789264241190-en.htm.
4 https://www.admin.ch/gov/de/start/dokumentation/medienmitteilungen.msg-id-54818.html