Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/83: Seconda tappa del Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi · 216 pagine

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Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi

Valutazione

Aspetti generali: Per quanto riguarda la garanzia della sicurezza di un deposito in strati geologici profondi, i conflitti di utilizzazione vengono trattati esaurientemente nella procedura del Piano settoriale con il Criterio 2.4 «Conflitti di utilizzazione» della Parte concettuale del PDGP e devono essere analizzati di nuovo in ogni tappa, considerando le attuali esigenze della società. Un’esigenza che crea un conflitto deve avere una chiara correlazione con il luogo: ad esempio una materia prima deve essere presente in grande quantità e il relativo sfruttamento deve mettere in serio pericolo la sicurezza del deposito. Tuttavia l’esistenza di conflitti di utilizzazione non rappresenta un criterio di esclusione, perché questi si riscontrano pressoché in tutta la Svizzera e per qualsiasi tipo di utilizzo. Di conseguenza deve esserci necessariamente un equilibrio tra gli interessi. La pianificazione settoriale della Confederazione consente di ammettere diverse esigenze d’uso e di identificarle nelle schede di coordinamento come oggetto di coordinamento.

Con l’autorizzazione di massima viene stabilita una zona di protezione temporanea ai sensi dell’articolo 70 della LENu, che con la licenza di esercizio diventa definitiva. Il DATEC può concedere l'autorizzazione per progetti che interessano la zona di protezione, a patto che non venga pregiudicata la sicurezza a lungo termine del deposito in strati geologici profondi.

Per quanto riguarda i risarcimenti, i diritti di sovranità cantonali o le autorizzazioni non concesse in base alla definizione della protezione delle aree geologiche di ubicazione e del perimetro del accesso, vedere il Capitolo 3.4.2 pag. 61.

Il rischio di una futura perforazione involontaria del deposito viene ridotta al minimo, per quanto possibile, con diverse misure: queste comprendono l’identificazione del deposito, la documentazione e la ridondante archiviazione a lungo termine di tutte le informazioni relative alla sicurezza tecnica, nonché l’identificazione di una zona di protezione intorno al deposito (art. 70 OENu). Inoltre, l’«impronta» di un deposito deve essere più piccola possibile. Il deposito viene posizionato sottoterra a molte centinaia di metri e suddiviso in varie sezioni sigillate, in modo che una eventuale perforazione andrebbe ad interessare solo una piccola parte del deposito. La questione dell’intervento umano in un deposito in strati geologici profondi viene trattata al Capitolo 3.5.6.

Al termine della prima tappa del Piano settoriale DSGP sono state realizzate, come aiuto all’esecuzione a favore dei Cantoni, le mappe per la protezione del sottosuolo. Obiettivo di queste mappe è evitare danni al sottosuolo geologico che potrebbero pregiudicare la sicurezza di un futuro deposito in strati geologici profondi. In tutte le aree geologiche di ubicazione rimane la possibilità di inserire sonde geotermiche fino ad una determinata profondità.

Il bacino permocarbonifero nel nord della Svizzera, che con la sua struttura a fossa tettonica si estende lungo tutto il sottosuolo profondo della Svizzera settentrionale, negli ultimi decenni è stato più volte oggetto di indagini geologiche. L’IFSN ritiene che le indagini sismiche 3D più recenti effettuate dalla Nagra forniranno un ulteriore contributo alla comprensione della sua estensione e composizione. Nei sedimenti del bacino permocarbonifero si riscontra la presenza di carbone o di gas. Tuttavia a causa della profondità dei loro strati e della variabile ripartizione, queste materie prime vengono oggi ritenute economicamente trascurabili. Nella terza tappa non sono necessarie ulteriori indagini approfondite del bacino permocarbonifero, poiché probabilmente queste materie prime non sono presenti in grandi quantità. Una eventuale futura utilizzazione di idrocarburi in Svizzera non verrà limitata significativamente dalla poca esigenza di spazio di un deposito in strati geologici profondi rispetto all'estensione del bacino permocarbonifero.

Per quanto riguarda le sorgenti di acqua minerale e termale, il programma di studi della Nagra per la terza tappa prevede la raccolta di diversi dati idrogeologici e il perfezionamento dei modelli in tutte le