Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/83: Seconda tappa del Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi · 216 pagine
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Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi
facciata e le autorità preposte al rilascio dell’autorizzazione hanno il dovere di proteggere l’acqua potabile. Due persone singole menzionano inoltre il danno alle falde acquifere a causa del progetto di costruzione, provocato ad esempio dalle gallerie di accesso.
Diverse persone singole chiedono un approfondimento delle indagini idrogeologiche per determinare i flussi delle acque profonde locali e regionali nei siti oggetto di ulteriore studio ed un successivo esame dei piani. Il livello di conoscenze e la comprensione dei flussi di acque profonde sono ancora insufficienti, in particolare anche per quanto riguarda la contaminazione da radioattività. Una persona singola ritiene che, vista la mancanza di esperienze sul lungo periodo nell’immagazzinamento finale di scorie radioattive, già nella procedura di pianificazione debbano essere esclusi possibili danni all’acqua potabile. Una persona singola considera insufficienti e non provate le considerazioni a livello concettuale sulla protezione qualitativa dalle emissioni delle acque di superficie e profonde. Altre persone singole criticano anche il fatto che la comunicazione riguardante la situazione dei rischi e le considerazioni della pianificazione dei siti lungo il Reno e l’Aar sia stata poco comprensibile per la popolazione media del posto o che la vicinanza del Reno non sia stata ancora presa in considerazione nell'attuale pianificazione.
Il PVL svizzero sostiene che gli impianti di superficie JO-3+ e NL-2 sono troppo vicini all’acqua e si trovano in parte al di sotto del livello delle acque. Devono però essere costruiti al di sopra del livello dell'acqua dei sistemi fluviali vicini a causa del rischio di allagamento.
Valutazione
L’obiettivo principale della procedura del Piano settoriale e della successiva autorizzazione in conformità con la LENu è la protezione costante di persone e ambiente dagli effetti della radiazione ionizzante delle scorie radioattive. Di conseguenza, dopo la chiusura del deposito, ai fini della protezione delle acque, si analizzano accuratamente come maggiori vie di contaminazione sia la possibile infiltrazione di radionuclidi nelle acque profonde durante la fase di stoccaggio, sia anche la possibile fuoriuscita di radionuclidi dalle scorie e la successiva infiltrazione nella roccia ospitante e poi nelle acque profonde. A questo scopo viene verificato se i limiti di dose imposti dalla legge possono essere rispettati. Le questioni riguardanti le acque profonde costituiscono un elemento importante della verifica della sicurezza tecnica da parte delle autorità federali (cfr. anche il Capitolo 3.5.7).
Nella valutazione dei siti idonei per un impianto di superficie è stata presa in considerazione la normativa sulla protezione delle acque profonde nella pianificazione: è stato escluso il posizionamento in una zona o area soggetta alla protezione delle acque profonde. Il posizionamento in una zona soggetta alla protezione delle acque Au non è invece un criterio di esclusione a priori. Tanto meno una «zona di approvvigionamento di acqua potabile di interesse strategico» cantonale. Dal punto di vista della protezione delle acque profonde, l’autorizzazione per un deposito in strati geologici profondi può essere in linea di massima concessa quando si può dimostrare in modo plausibile che danni importanti alle acque profonde durante la costruzione e l’esercizio dell’impianto si possono evitare a lungo termine con idonee misure. A questo proposito nella terza tappa anche le condizioni idrogeologiche locali e regionali devono essere accuratamente studiate. L’esigenza della protezione delle acque profonde è stata perciò tenuta in debito conto nella scelta dei siti per impianti di superficie. I siti definiti per gli impianti di superficie possono rispettare la normativa di legge.
Se lo spazio riservato alle acque non viene coinvolto, anche la vicinanza dell’impianto di superficie alle acque di superficie o un sito in un grande bacino idrografico non rappresenta un criterio di esclusione ai fini della protezione delle acque. Non lo è neanche per un sito vicinissimo ad un grande bacino di acqua di superficie (JO-3+, a 200 m dall’Aar).
La protezione delle acque rimane un criterio importante nella terza tappa per quanto riguarda l’ottimizzazione del posizionamento e dell’organizzazione dell’impianto di superficie e anche delle altre infrastrutture di superficie. Pertanto questo criterio è stato di nuovo espressamente inserito nei principi