Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/43: Nuova legge federale sui media elettronici · 84 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 11Fedlex · Rapporto esplicativo
mentati. Nel 2005 la SSR ha ricevuto 1,1 miliardi di franchi e le emittenti radiotelevisive private 14 milioni di franchi. A partire dal 2019 la SSR riceverà 1,2 miliari di franchi e le emittenti radiotelevisive private 81 milioni di franchi.
1.2.4.2 Sviluppo economico nell’ambito radiofonico
La fonte di guadagno principale delle emittenti radiofoniche private è di regola costituita dagli introiti pubblicitari. Dall’inizio del millennio le cifre d’affari pubblicitarie nette (sponsorizzazione incl.) delle emittenti radiofoniche svizzere sono rimaste relativamente stabili. Tra il 2000 e il 2017 oscillavano tra i 125 e i 150 milioni di franchi circa. Le emittenti radiofoniche nelle zone economicamente forti della Svizzera tedesca e francese (ad es. la regione dell’agglomerazione di Zurigo e l’Arco lemanico) possono rifinanziarsi sul mercato, mentre le radio nelle regioni di montagna e periferiche avrebbero delle difficoltà economiche senza proventi del canone e non riuscirebbero a sopravvivere. Lo stesso vale anche per le radio complementari senza introiti pubblicitari.
1.2.4.3 Sviluppo economico nel settore televisivo
Per tutte le emittenti televisive titolari di una concessione, i proventi del canone sono di vitale importanza. Negli ultimi anni nuove emittenti estere come Netflix (soprattutto serie) o DAZN (sport) sono comparse sul mercato e si sono insediate nel tradizionale segmento della televisione a pagamento (abbonamento). Accanto a queste si sono maggiormente affermate le offerte pay-per-view che permettono la fruizione di singoli film o la visione di eventi sportivi contro pagamento. Negli ultimi anni i tassi di crescita sul mercato televisivo svizzero sono sempre stati nettamente superiori a quelli dell’intero mercato mediatico e il mercato televisivo è aumentato anche in cifre assolute. Tuttavia i tassi di crescita dei diversi tipi di emittenti sono evoluti in modo diverso.
Mentre tra il 2007 e il 2016 gli introiti pubblicitari delle emittenti di diritto pubblico (SSR ed estere)
erano leggermente in calo, gli introiti pubblicitari delle emittenti svizzere private hanno registrato un aumento annuo di circa il 5 per cento, quelli delle finestre pubblicitarie estere di circa il 7,6 per cento. Negli ultimi anni, da questo sviluppo positivo dell’intero mercato hanno tratto profitto le emittenti private e in particolare le emittenti estere con finestre pubblicitarie (nel 2016 in questo modo sono finiti quasi 330 mio. di fr. di introiti pubblicitari in mano estera).
1.2.4.4 Sviluppo degli altri media
I giornali devono far fronte a enormi problemi strutturali. Le due fonti di guadagno tradizionali, ossia gli introiti pubblicitari e i ricavi derivanti dagli abbonamenti, sono da tempo al ribasso ed è molto probabile che questa tendenza negativa continui, almeno per quanto riguarda gli introiti pubblicitari. L’aumento dei ricavi online tradizionali non è al momento in grado di colmare le perdite nel settore della stampa e la disponibilità a pagare per le informazioni online è tuttora minima.
1.3 Risultato: è necessaria una nuova legge
Limitando il servizio pubblico ai programmi lineari non è più possibile tenere in dovuta considerazione le abitudini di fruizione dei media, ormai profondamente mutate. In un contesto digitalizzato, l’obiettivo costituzionale di poter proporre all’intera popolazione svizzera un’offerta ampia, variata e completa di media elettronici svizzeri nei settori dell’informazione, della formazione, della cultura, dell’intrattenimento e dello sport, e prestazioni informative agli svizzeri residenti all’estero, non è più realizzabile soltanto tramite la radio e la televisione (v. punto 1.2). Le barriere tecniche eliminate tramite la convergenza, l’ampliamento della struttura dell’offerta e dei fornitori, nonché le mutate abitudini di fruizione necessitano di una nuova soluzione in termini di regolamentazione, svincolata da qualsiasi tecnologia e fornitore e che consideri anche offerte mediatiche non lineari. In questo modo l’obiettivo costituzionale e la legittimazione del servizio pubblico nell’ambito dei media potranno essere garantiti a lungo termine. Per quanto concerne la tecnologia, la regolamentazione dovrà limitarsi alla definizione dei privilegi e alla reperibilità delle offerte del servizio pubblico nonché alle reti di diffusione via radiofrequenze disponibili in modo limitato. Pertanto è necessaria una nuova legge indipendente da qualsiasi vettore e che tenga in considerazione la sempre crescente fruizione online.