Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/44: Modifica della legge sul Parlamento (Introduzione del diritto di veto contro le ordinanze) · 11 pagine

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1 Svolgimento della procedura di consultazione

Il 21 giugno 2018 è stata avviata la consultazione relativa al progetto preliminare del 25 maggio 2018 sull’attuazione dell’iniziativa parlamentare «14.422 n introduzione del diritto di veto contro le ordinanze» e il 12 ottobre 2018 è scaduto Il termine di consegna dei pareri. Sono stati invitati a esprimersi i Governi cantonali, la Conferenza dei Governi cantonali, i partiti politici rappresentati nell’Assemblea federale e le associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle Città, delle regioni di montagna e dell’economia nonché altre cerchie interessate.

Le modifiche della legge sul Parlamento proposte conferiscono all’Assemblea federale la possibilità di opporre il veto contro le ordinanze del Consiglio federale o dei dipartimenti.

Hanno risposto 23 Governi cantonali e la Conferenza dei governi cantonali (CdC), sei partiti politici rappresentati in seno all’Assemblea federale, sei associazioni mantello e 17 altre associazioni e organizzazioni. Complessivamente sono quindi pervenuti 52 pareri.

2 Pareri dei Governi cantonali e della CdC

Sono pervenute le risposte di 23 Governi cantonali. Tre di essi (ZG, ZH, NE) si astengono da una propria valutazione rinviando al parere della CdC. Nelle loro risposte, tutti i Governi cantonali si allineano – in parte alla lettera – alle argomentazioni della CdC e respingono l’introduzione del veto contro le ordinanze.

2.1 Argomenti contrari all’introduzione del diritto di veto contro le ordinanze

Per la maggioranza dei Governi cantonali l’introduzione del diritto di veto contro le ordinanze porrebbe in forse la ripartizione dei compiti tra Parlamento e Consiglio federale. Il Parlamento ha il compito di definire la volontà politica di fondo mediante l’elaborazione di una legge. Spetta quindi al Consiglio federale attuare le leggi emanando ordinanze. Intervenire nell’ambito di questa ripartizione dei compiti equivarrebbe a un’ingerenza nella divisione dei poteri. Unicamente i Governi cantonali di Appenzello Esterno e di Soletta si sono astenuti dall’esprimersi in merito a sovrapposizioni nella ripartizione dei compiti. Il Governo di Appenzello Esterno considera la ripartizione dei compiti tra Consiglio federale e Assemblea federale una questione che riguarda le autorità federali e di conseguenza non si esprime al riguardo. Va osservato che il Cantone di Soletta è l’unico Cantone in Svizzera che dispone già di un veto contro le ordinanze.

I Governi cantonali richiamano inoltre l’attenzione sul fatto che un diritto di veto sulle ordinanze renderebbe difficile l’attuazione delle leggi federali a livello cantonale. Questo perché il diritto di veto del Parlamento ritarderebbe l’entrata in vigore di un’ordinanza, protraendo così la «condizione di incertezza» della legge. Per poter attuare il più velocemente possibile le norme di legge, i Cantoni adottano attualmente proprie disposizioni parallelamente all’elaborazione delle ordinanze del Consiglio federale. I Governi cantonali ritengono che, qualora venisse introdotto il diritto di veto contro le ordinanze, questi lavori preliminari non sarebbero più opportuni venendo meno la certezza dell’entrata in vigore dell’ordinanza nel tenore proposto. Eventuali posticipazioni a livello federale non potrebbero più venire compensate mediante un termine di attuazione più breve nei Cantoni.