Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/44: Modifica della legge sul Parlamento (Introduzione del diritto di veto contro le ordinanze) · 11 pagine

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FER è del parere che il termine di 15 giorni sia troppo lungo e che andrebbe ridotto in considerazione delle possibilità tecniche odierne.

Le Funivie Svizzere ritengono che il consenso da parte della Commissione a fare valere il veto non debba poggiare su una sua decisione della maggioranza ma che sia sufficiente l’adesione di un terzo dei suoi membri.

Articolo 13 capoverso 1 lettera bbisLPubb: Gli Ospedali Svizzeri chiedono la pubblicazione delle ordinanze e delle relative spiegazioni in tedesco, francese e italiano

L’SSIC evidenzia a titolo generale che, nell’ipotesi di un’introduzione del diritto di veto contro le ordinanze, andrebbe obbligatoriamente mantenuta la procedura di consultazione informale.

6. Riassunto

Il progetto è respinto da tutti i Cantoni e da un partito (PS). La maggioranza degli altri partecipanti (fra l’altro: PBD, PPD, PLR, I Verdi, UDC) alla procedura di consultazione si dichiara invece favorevole ad esso.

Sul versante dei sostenitori del diritto di veto contro le ordinanze viene evidenziato l’effetto preventivo. Nell’emanazione delle ordinanze, il Consiglio federale sarebbe infatti chiamato a prestare maggiore attenzione alla volontà del legislatore poiché in caso contrario potrebbe essere fatto valere il diritto di veto. Per i sostenitori del veto è determinante che questo strumento non sia impiegato per favorire una politica di ostruzionismo o per bloccare la procedura legislativa. Si dichiarano perciò favorevoli all’introduzione di corrispondenti ostacoli all’uso del diritto di veto. I loro pareri divergono tuttavia in merito alle dimensioni di tali ostacoli. Se taluni vorrebbero ridurre il quorum necessario per far valere il diritto di veto, altri ritengono che l’attuale proposta sia soddisfacente. Anche riguardo al termine di 15 giorni, alcuni lo ritengono troppo breve mentre per gli altri sarebbe adeguato.

L’atteggiamento di rifiuto nei confronti del progetto di legge viene argomentato come segue: l’introduzione del diritto di veto contro le ordinanze genererebbe una commistione dei compiti del Parlamento e del Consiglio federale e una conseguente ingerenza nella separazione dei poteri. Il Parlamento dispone inoltre già oggi degli strumenti e delle possibilità idonei ad esercitare un influsso sulle ordinanze e nella formulazione delle leggi si potrebbe ridurre il margine manovra per l’elaborazione delle ordinanze. Numerosi partecipanti hanno richiamato l’attenzione anche sulla problematica dei ritardi. Questi ritardi si rivelerebbe problematico per i Cantoni che necessitano di tempo per attuare una legge, ma anche per le associazioni, le organizzazioni e le ditte le quali devono adeguarsi alle nuove leggi e ordinanze.

Sia gli oppositori sia i sostenitori del diritto di veto contro le ordinanze chiedono la pubblicazione delle spiegazioni relative alle ordinanze nelle lingue tedesca, francese e italiana. La CdC auspica inoltre l’introduzione di un obbligo di elaborare le spiegazioni per tutte le ordinanze.