Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/44: Modifica della legge sul Parlamento (Introduzione del diritto di veto contro le ordinanze) · 11 pagine

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L’UDC si allinea alla minoranza III, secondo cui le proposte di veto vanno sottoposte direttamente alla Camera senza esame preliminare da parte della corrispondente commissione. Nel caso in cui la CIP fosse contraria a tale proposta, l’UDC sosterrebbe invece la proposta della minoranza II.

3.2 PS: rifiuto dei progetti

Il PS è contrario all’introduzione del diritto di veto contro le ordinanze e appoggia di conseguenza la minoranza. Motiva la sua posizione con argomenti analoghi a quelli avanzati dai Governi cantonali e ritiene che l’attuale procedura sia valida: l’Assemblea federale si occupa delle disposizioni importanti che contengono norme di diritto e il Consiglio federale chiarisce le questioni meno importanti a livello di ordinanza. L’introduzione del diritto di veto contro le ordinanze pregiudicherebbe questa separazione dei compiti e dei poteri. Il Parlamento dispone inoltre già oggi di sufficienti possibilità per esercitare un influsso sulle ordinanze. Il diritto di veto contro le ordinanze avrebbe il solo effetto di ritardare l’entrata in vigore dell’ordinanza e della legge.

Nel caso in cui la Commissione entri in materia sulla proposta in esame, il PS ritiene troppo basso il quorum previsto per la proposta del diritto di veto contro le ordinanze. Auspica in tal senso un innalzamento della soglia necessaria da un terzo dei membri di una Camera al 40 per cento almeno.

4 Pareri delle associazioni mantello nazionali

4.1 Associazioni mantello nazionali delle città e delle regioni di montagna: sostegno al progetto

L’Unione delle città svizzere (UCS) e il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB) hanno preso parte alla consultazione. Esaminata la documentazione inviata, l’Associazione dei Comuni svizzeri (ACS) ha deciso di non prendere posizione.

L’UCS e il SAB appoggiano il disegno di legge in esame sul diritto di veto contro le ordinanze. Secondo le due associazioni è importante che le ordinanze riflettano la volontà legislativa del Parlamento. Il SAB attribuisce particolare importanza a tale aspetto poiché molti temi rilevanti per le regioni di montagna e le zone rurali sono disciplinati attualmente in via di ordinanza (ad es. il servizio postale o la politica energetica). Benché favorevole al disegno di legge, l’UCS considera eccessivi gli oneri necessari all’introduzione di uno strumento che entrerebbe in linea di conto soltanto in casi eccezionali. In ultima analisi giudica tuttavia sensata l’introduzione del diritto di veto poiché le esperienze raccolte dal Cantone di Soletta ne confermano l’effetto preventivo. Anche il SAB è del parere che l’effetto preventivo sia un argomento importante a sostegno del diritto di veto contro le ordinanze. Ritenendo assolutamente necessario evitare ritardi o blocchi a livello legislativo, l’UCS e il SAB si dichiarano favorevoli alla proposta di maggioranza che opta per l’introduzione di ostacoli relativamente elevati all’esercizio del diritto di veto contro le ordinanze.