Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/7: Per una normativa volta a instaurare la trasparenza in materia di lobbismo nel Parlamento federale · 18 pagine

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L’associazione «frauenrechte beider basel» si allinea alla posizione di Transparency

International. Di parere identico sono altre sette organizzazioni (procap, Mobilità pedonale Svizzera, pro infirmis, Fondazione svizzera dell‘energia, Federazione svizzera dei sordi,

Greenpeace e WWF), le quali respingono parimenti le soluzioni proposte dalla maggioranza e della minoranza argomentando in modo analogo a TI e a Lobbywatch. Sottolineano in

particolare che il nuovo disciplinamento proposto, secondo cui i parlamentari potranno ancora consegnare soltanto una tessera a rappresentanti di interessi, sfavorisce soprattutto le

organizzazioni finanziariamente meno forti e attive nel settore caritativo. È inoltre considerata irrealistica la proposta secondo cui i visitatori di giornata debbano essere accompagnati da un parlamentare. La critica a questa limitazione dell’accesso, che discriminerebbe principalmente i gruppi piccoli e finanziariamente deboli, è mossa anche da alliancesud, Caritas, pro natura, Iniziativa delle Alpi, ATA e dalla Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio. Quest’ultima è favorevole di principio all’orientamento della proposta di minoranza ma deplora che l’elenco dei diversi gruppi di interesse non includa quelle organizzazioni che rappresentano interessi culturali, idealistici o ambientali.

Un ampio consenso è unicamente raccolto dall’estensione degli obblighi di trasparenza per i rappresentanti di interessi, pur essendo stati proposti in parte ulteriori complementi al riguardo. Ad esempio, sono chiesti obblighi di trasparenza per i titolari di tessere giornaliere (ad es.

Amnesty International e Iniziativa delle Alpi). È inoltre proposto l’obbligo di indicare per quali affari sono svolte attività di lobby.

5.4 Pareri di imprese e singole persone

29 pareri sono pervenuti da imprese e singole persone (per la maggior parte attive in imprese con funzioni dirigenziali). 8 di tali imprese sono chiaramente attive nell’ambito della

rappresentanza di interessi commerciali.

22 dei 29 partecipanti alla procedura di consultazione si allineano al parere della SSPA.

Fra i restanti partecipanti alla procedura di consultazione, Borer Consulting appoggia un sistema secondo cui ottiene l’accesso per un determinato numero di giorni chi ha apportato tutte le necessarie indicazioni in un registro pubblico. Per Peterhans Partners l’odierno

sistema non pone alcun problema; tuttavia essi propongono di ridurre l’accesso ai giornalisti e di aumentare la trasparenza mediante un registro per i rappresentanti di interessi. Aeschimann polconvince e SRI Management Consulting accolgono con favore la proposta di minoranza della Commissione. Il groupe mutuel si esprime a favore dello status quo: rispetto ai

Parlamenti nel resto dell’Europa, l’accesso dei rappresentanti di interessi al Palazzo del Parlamento è già oggi molto restrittivo e per tale motivo non dev’essere ulteriormente limitato. Anche Raiffeisen guarda con occhio molto critico al fatto che si debba limitare ulteriormente l’accesso ai rappresentanti di interessi. Sottolinea l’importanza di un accesso equo e

improntato alle pari opportunità e rinvia alla regolamentazione del Parlamento dell’UE nonché alla legge austriaca in materia di lobby. Communicators AG condivide il parere della SSPA ma si esprime in modo critico nei confronti della trasparenza dei mandati ritenendola impraticabile.