Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/7: Per una normativa volta a instaurare la trasparenza in materia di lobbismo nel Parlamento federale · 18 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 6Fedlex · Rapporto sui risultati

Sette associazioni mantello nazionali dell’economia hanno presentato un loro parere.

Travail.Suisse ha comunicato la sua decisione di rinunciare a partecipare alla procedura di consultazione.

La maggioranza delle associazioni economiche – economiesuisse, Unione svizzera delle arti e mestieri (usam), Unione svizzera degli imprenditori (USI), Associazione svizzera dei banchieri (ASB) – è contraria a un nuovo disciplinamento e preferisce che si mantenga lo status quo. Economiesuisse e USI si allineano alla proposta della maggioranza di rinunciare all’istituzione di un sistema di accreditamento, la quale non permetterebbe di tenere in equa considerazione tutti gli interessi in gioco. Le quattro associazioni criticano invece la proposta di ridurre le tessere di accesso, ritenendola oggettivamente ingiustificata. In proposito si fa notare che le tessere di accesso rilasciate ai rappresentanti di interessi non sono così numerose dato che molti parlamentari non ne attribuiscono alcuna. Economiesuisse e l’USI si dicono contrarie anche alla pubblicazione dei nomi dei mandanti delle ditte di lobbying, la quale comporterebbe a loro parere una disparità di trattamento rispetto a quei membri del Parlamento che svolgono essi stessi una funzione analoga ma che non sono tenuti a indicare i loro mandanti. Inoltre economiesuisse, usam e USI ritengono impraticabile un accompagnamento obbligatorio dei visitatori di giornata da parte dei parlamentari che li accolgono al Palazzo del Parlamento.

Economiesuisse, usam e USI rendono inoltre attenti alle difficoltà di distinguere fra membri di famiglia, collaboratori personali e rappresentanti di interessi. La proposta della minoranza non trova alcun consenso presso economiesuisse, usam, USI e ASB, prevedendo diverse

categorie di interessi e l’istituzione di un «piccolo sistema di accreditamento» per determinati gruppi di rappresentanti di interessi. Secondo economiesuisse essa comporterebbe inoltre un indesiderato rafforzamento della rappresentanza di interessi commerciale.

Riserve sul progetto vengono espresse anche dall’Unione Svizzera dei Contadini (USC) e dall’Unione sindacale svizzera (USS) che, di principio, non sono però contrarie all’adozione di un nuovo disciplinamento concernente l’accesso al Palazzo del Parlamento. L’USS ne

respinge ad ogni modo l’attuazione proposta. Dal canto suo l’USC accoglie con favore la prospettiva che i parlamentari mantengano la responsabilità relativa all’attribuzione delle tessere di accesso. Entrambe le associazioni sono tuttavia contrarie alla proposta secondo cui soltanto una delle due tessere di accesso permanenti possa essere consegnata a una

persona che opera quale rappresentante di interessi: a loro parere potrebbero insorgere difficoltà nel distinguere fra collaboratori personali e membri di famiglia. USS e USC

propongono pertanto lo stralcio del secondo periodo dell’articolo 69b capoverso 1 LParl contenuto nel progetto della maggioranza. Sono invece favorevoli agli obblighi di trasparenza stabiliti nel progetto.

La Società svizzera degli impiegati di commercio ritiene che sia necessario intervenire in materia pur essendo poco incline a seguire sia la proposta della maggioranza sia quella della minoranza. Per quest’associazione è necessario che vi sia pari accesso per tutti i

rappresentanti di interessi, a condizione che essi vengano precedentemente registrati in un registro pubblico contenente le indicazioni relative a tutti i mandanti. I rappresentanti di

interessi che si sono registrati devono poter ottenere la tessera giornaliera.