Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/7: Per una normativa volta a instaurare la trasparenza in materia di lobbismo nel Parlamento federale · 18 pagine
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Transparency International (TI) deplora che il progetto si limiti alla questione dell’accesso al Palazzo del Parlamento. In luogo di esso TI esige una regolamentazione globale delle attività di lobby. Occorrerebbe istituire un registro pubblico nonché un organo parlamentare preposto all’accreditamento e al controllo dei lobbisti e prevedere eventualmente il sanzionamento degli stessi. L’iscrizione nel registro e la distribuzione delle autorizzazioni di accesso devono aver luogo secondo i principi di pari opportunità e di non discriminazione. Infine vanno previste regole di comportamento vincolanti. A tale riguardo TI si esprime sia contro la proposta di maggioranza, sia contro quella di minoranza della Commissione. Guarda con favore
unicamente alla proposta secondo cui i rappresentanti di interessi debbano indicare anche i mandati e i loro datori di lavoro. Per quanto concerne la registrazione e la distribuzione di tessere di accesso al Palazzo del Parlamento, TI considera quale punto di riferimento il primo progetto preliminare che la Commissione ha pubblicato in allegato al suo rapporto del 21 febbraio 2017, secondo cui i rappresentanti di interessi devono registrarsi prima di ottenere l’accesso. Parimenti secondo questa proposta l’accesso non dev’essere più concesso per un’intera legislatura. Riguardo alla proposta di maggioranza della Commissione, due sono i punti accolti da TI: la competenza attribuita alla Delegazione amministrativa e la fissazione di regole di comportamento per i rappresentanti di interessi. Tali regole andrebbero tuttavia a suo parere completate e occorrerebbe prevedere le vie legali. Riguardo alla proposta di minoranza TI critica per contro la definizione di diverse categorie di persone e organizzazioni.
Lobbywatch respinge «in toto» le modifiche della legge sul Parlamento proposte. Tanto la proposta di maggioranza quanto quella di minoranza non costituirebbero una soluzione. Una nuova regolamentazione dell’accesso per i rappresentanti di interessi dovrebbe includere a suo parere i seguenti elementi centrali: un registro improntato alla trasparenza consultabile in Internet, il rilascio delle autorizzazioni di accesso e il controllo delle persone ammesse da parte di un organo del Parlamento, la possibilità di limitare il numero delle autorizzazioni di accesso in funzione delle capacità, la parità di trattamento di tutti gli interessi e la limitazione temporale delle tessere di accesso permanenti. Lobbywatch propone concretamente una distinzione tra registrazione permanente e registrazione temporanea (analogamente al primo progetto preliminare pubblicato dalla Commissione in allegato al suo rapporto del 21 febbraio 2017). In secondo luogo chiede di rinunciare a una suddivisione dei richiedenti l’accesso in diverse categorie. Tanto dal profilo materiale quanto da quello politico-democratico non si comprende per quale motivo singole categorie di rappresentanti di interessi dovrebbero beneficiare di un trattamento privilegiato. Parimenti discutibile sarebbe privilegiare i familiari, gli ex parlamentari e i collaboratori personali. Agli stessi andrebbe conferita un’autorizzazione di accesso temporanea. Il rilascio di tessere di accesso permanenti ai rappresentanti di
interessi dovrebbe competere esclusivamente alla Delegazione amministrativa. I criteri per il rilascio di tessere di accesso e per una loro eventuale limitazione numerica dovrebbero essere disciplinati nella OParl.
Secondo Lobbywatch dovrebbero essere iscritti nel registro pubblico non soltanto i titolari di tessere permanenti bensì occorrerebbe anche che in esso venga dichiarato per quali affari e settori tematici siano svolte concretamente attività di lobby e che si indichino i relativi contatti. Tale registro dovrebbe essere attualizzato e controllato dal competente organo del Parlamento all’inizio di una sessione. Lobbywatch saluta favorevolmente le disposizioni proposte dalla minoranza della Commissione sulle regole di comportamento e le sanzioni, cui desidera tuttavia aggiungere un paio di complementi.