Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/7: Per una normativa volta a instaurare la trasparenza in materia di lobbismo nel Parlamento federale · 18 pagine

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soluzione in vigore limita anche il numero delle persone che hanno accesso a Palazzo

federale. Per il PPD la responsabilità individuale dei membri del Parlamento costituisce un aspetto centrale della questione. Esso reputa inoltre che il progetto non apporti alcun valore aggiunto. Anche il PLR osserva che il sistema attuale funziona bene, è privo di complicazioni e poggia sulla responsabilità individuale dei deputati. Sostiene anch’esso l’opinione che una limitazione numerica delle tessere d’accesso destinate ai rappresentanti di interessi non sia necessaria, argomentando che spesso l’attività lobbistica viene comunque svolta all’esterno di Palazzo federale. Anche l’UDC rileva che il progetto non considera questo tipo di attività lobbistica. Non ritiene ad ogni modo necessario istituire una nuova complicata normativa soltanto per disciplinare l’accesso al Palazzo del Parlamento. L’UDC critica in particolare il concetto proposto dalla minoranza della Commissione ritenendolo inattuabile e osservando che anche quello della maggioranza comporterebbe maggiori oneri della soluzione che viene applicata attualmente. L’UDC ritiene che la questione non costituisca un problema reale e non ritiene che sia necessario intervenire in materia.

Per il PVL la questione riguardante il disciplinamento dell’accesso al Palazzo del Parlamento non riveste un’importanza centrale. Dubita che una limitazione del numero delle tessere di accesso sia lo strumento adeguato per avere più trasparenza riguardo agli interessi

rappresentati in seno al Palazzo del Parlamento. Occorrerebbe piuttosto concentrarsi sui parlamentari stessi che rappresentano gli interessi delle lobby più potenti. I deputati

difenderebbero i loro interessi finanziari direttamente nelle commissioni. Per questo motivo avrebbe più senso prevedere regole di ricusazione per i membri del Parlamento invece di limitazioni d’accesso per i lobbisti.

Pur essendo in linea di principio estremamente scettici sul progetto, tutti questi partiti

ritengono che sia opportuno instaurare la massima trasparenza possibile: è il caso del BPD, favorevole all’introduzione di un registro pubblico. Il PPD approva in linea di principio gli sforzi intesi ad aumentare la trasparenza sulle persone che hanno accesso al Palazzo del

Parlamento. Il PLR approva la richiesta volta a fare in modo che nell’attuale registro pubblico i lobbisti di agenzia titolari di una tessera di accesso siano tenuti a indicare non soltanto il loro datore di lavoro ma anche i mandati. È quanto auspica anche il PVL. Ai fini della trasparenza, l’UDC sarebbe favorevole a che i dati identificativi (nome, funzione, azienda/organizzazione) di tutti i titolari delle tessere di accesso venissero pubblicati in modo esplicito sul sito web del Parlamento e stampati sui badge.

3.2 PEV, PES e PS: esiste una necessità d'intervento

PEV, PES e PS constatano una sostanziale necessità d’intervento. Tuttavia, soltanto il PEV sostiene la normativa proposta, argomentando che sulle persone aventi accesso al Palazzo del Parlamento debba esservi la maggiore trasparenza possibile. Tale chiarezza deve

continuare a riguardare anche il numero di queste persone. Il PEV è favorevole a che la responsabilità per l’accesso dei rappresentanti di interessi spetti, come finora, ai parlamentari. Appoggia anche la proposta secondo cui ogni parlamentare può in futuro fare rilasciare una tessera di accesso per un solo lobbista. Il PEV auspica inoltre che venga mantenuta la prassi che prevede che i visitatori di giornata debbano essere accompagnati. È inoltre d’accordo che i rappresentanti di interessi siano tenuti a fornire le indicazioni contemplate nel progetto della CIP. Il PEV appoggia dunque le proposte elaborate dalla maggioranza della Commissione;