Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/79: Politica agricola a partire dal 2022 · 73 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 6Fedlex · Rapporto sui risultati

Rapporto concernente i risultati della consultazione: Politica agricola a partire dal 2022

piano amministrativo. I Cantoni AG, AR, BE, GE, SZ, TG e TI ritengono che la PA22+, in particolare le modifiche proposte in relazione ai pagamenti diretti, sia formulata in modo troppo vago e che sarebbe stata necessaria una maggiore riflessione. Chiedono una battuta d'arresto e un'analisi approfondita della fattibilità sul piano pratico da effettuare mediante progetti pilota.

Fatta astrazione per qualche rara eccezione, i partecipanti alla consultazione hanno espresso pareri positivi in merito alla portata dei mezzi finanziari che il Consiglio federale intende accordare

all'agricoltura negli anni 2022-2025. Si apprezza in particolare che i fondi gestiti nell'ambito dei limiti di spesa agricoli siano rimasti stabili rispetto al periodo precedente. PVL e WWF sono dell'avviso che i fondi previsti per i contributi per la sicurezza dell'approvvigionamento siano troppo elevati.

4.2 Situazione iniziale

Compendio

I Cantoni BE, BL e TG nonché CFIAR esigono che nel compendio si indichi esplicitamente che il carico ambientale deve essere ulteriormente ridotto tenendo conto della sopportabilità degli

ecosistemi.

Attuale politica agricola

In riferimento all'attuale protezione doganale, economiesuisse, Nestlé e Chocosuisse chiedono che l'agricoltura si prepari alla riduzione dei dazi, poiché le imprese dedite alla trasformazione si trovano sempre più tra l'incudine della politica del commercio estero e il martello del protezionismo in ambito agricolo. fenaco e Chocosuisse contestano che l'attuale protezione doganale giovi in primo luogo ai settori a monte e a valle e che sia inefficiente. BIO SUISSE chiede che si tenga maggiormente conto dell'aspetto della sostenibilità e del commercio in relazione all'attuazione dell'articolo costituzionale 104a lettera d.

Il Cantone TI lamenta, citando il mandato costituzionale dell'occupazione decentrata (art. 104 cpv. 1 lett. c Cost.), che l'attuale politica agricola considera troppo poco le aziende a conduzione familiare dedite alla produzione lattiera. È risaputo che tale comparto contribuisce a creare occupazione proprio nelle aree decentrate, come la regione di montagna.

Per quanto concerne le strutture indigene del mercato, I Verdi e SWISSAID esigono che nel

messaggio sulla PA22+ si illustrino i rapporti tra dimensione e potere esistenti nella catena del valore. Occorre creare trasparenza su prezzi alla produzione, margini, meccanismi di formazione dei prezzi e interazioni nella catena del valore.

SH e NW nonché DCPA, I Verdi, PVL, le associazioni ambientaliste e altre organizzazioni (tra cui SSIGA, Wissensch. CH) ritengono che occorra affrontare seriamente il tema delle lacune nel settore ambientale e che ciò debba avvenire a livello di formazione, consulenza ed esecuzione (controllo compreso). PS e BIO SUISSE evidenziano l'urgenza di colmare le lacune esistenti in relazione agli obiettivi ambientali. A questo proposito BIO SUISSE chiede che vengano quantificati i costi connessi all’inquinamento ambientale riconducibile all'agricoltura, mentre USDCR rammenta che per il

conseguimento degli obiettivi ambientali non si deve chiamare in causa soltanto l'agricoltura, bensì tutti gli attori.

SH e SAB chiedono di intervenire per ridurre ulteriormente la perdita di terreni coltivi. SH suggerisce inoltre di illustrare in maniera più dettagliata le interazioni tra la legge sulla pianificazione del territorio e la PA22+ nel capitolo dedicato al suolo. Secondo l'USC, onde proteggere le superfici per

l'avvicendamento delle colture (SAC) occorre in primo luogo ridurre il consumo di terreno. Per

mantenere l'attrattiva della gestione delle superfici alpestri, USC e SAB esigono una gestione dei grandi predatori.

Diversi partecipanti alla consultazione (tra cui AG, PVL, BirdLife, Greenpeace, Pro Natura, WWF)

pretendono un approfondimento dell'analisi sulla perdita di biodiversità, affermando che tale fenomeno non può essere contrastato soltanto con i contributi per la biodiversità visto che è correlato soprattutto con una produzione agricola che non tiene conto della sopportabilità sul piano ecologico. AG, DCPA e PVL ritengono che sia necessario un approccio globale e differenziato su scala regionale in vista di

072.10-00011COO.2101.101.7.1509399