Rapporto sui risultati

Consultazione 2019/14: Legge federale sulla protezione dei minori nel settore dei film e nel settore dei videogiochi (LPMFV · 63 pagine

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Approvazione parziale dell’articolo 19 nella formulazione proposta

Due Cantoni (LU e SO), PSS, GREA e VdG approvano soltanto in parte l’articolo 19 nella formulazione proposta e chiedono le modifiche esposte di seguito.

• Richieste e proposte di modifica relative all’articolo 19

Per SO è necessario inserire nella legge anche disposizioni che obblighino i Cantoni a effettuare realmente i test. Tale obbligo per i Cantoni implica al contempo la necessità di stabilire come e in quale misura essi dovranno finanziare i loro test. Se si rinuncia a questa precisazione, bisogna presumere che qualche Cantone non potrà adempiere il proprio obbligo di vigilanza e che a livello nazionale i relativi costi saranno distribuiti iniquamente. Anche secondo VdG occorre stabilire il numero di test che ogni Cantone dovrebbe effettuare annualmente.

Secondo il PSS, per garantire l’indipendenza dei test di acquisto la competenza per il loro svolgimento andrebbe attribuita esclusivamente allo Stato o a un’organizzazione per la protezione dei minori realmente indipendente.

• Altri suggerimenti e riserve in merito all’articolo 19

Secondo LU è impossibile valutare quanto possano essere efficaci i test di acquisto come strumento, ma il rispetto delle disposizioni in materia di protezione dei minori deve essere necessariamente controllato.

Il GREA ritiene che i test di acquisto siano piuttosto inutili come misura isolata.

Rifiuto dell’articolo 19

Un Cantone (SZ), USAM e un privato (pBaF) si oppongono di principio alla possibilità di effettuare test di acquisto e di entrata, benché SZ sia contrario soprattutto al coinvolgimento di minorenni nella realizzazione di test di acquisto.

Asut, fds, ProCinema, ASC, Cdf, JIM, Salt, Sunrise e UPC si dichiarano contrari

all’articolo 19 nella formulazione proposta, poiché ritengono che i controlli (test compresi), le sanzioni e il loro finanziamento siano compiti dello Stato (Confederazione e Cantoni) e non delle organizzazioni per la protezione dei minori. Secondo asut, Salt, Sunrise e UPC, inoltre, non è chiaro come vengano ripartiti i costi di questi test.

Anche secondo un privato (pTaB_M_JIF) i test dovrebbero essere svolti soltanto dalla Confederazione, dai Cantoni o da organizzazioni specializzate indipendenti. A loro giudizio è importante che essi siano affidati a un organo che non persegue interessi economici, il cui primo obiettivo sia invece la protezione dell’infanzia e della gioventù.

CI Commerce de détail e Coop affermano di aver fatto esperienze negative con i test di acquisto realizzati da Confederazione e Cantoni nei settori dell’alcol e del tabacco. Pertanto, chiedono che i test e la gestione dei relativi risultati siano trattati in modo uniforme a livello nazionale.

3.3.3.22 Art. 20 Creazione di un conto test

1 Nel quadro dei loro rispettivi compiti di vigilanza, le organizzazioni di protezione dei minori e l’UFAS possono creare o far creare conti test presso servizi a richiesta.

2 Nel quadro dei suoi compiti di vigilanza, l’UFAS può creare o far creare conti test presso servizi di piattaforma.

3 Per creazione di un conto test si intende la creazione o la tentata creazione di un conto test presso un servizio a richiesta o un servizio di piattaforma, al fine di verificare la presenza delle limitazioni di accesso in base all’età prescritte.