Rapporto sui risultati

Consultazione 2019/14: Legge federale sulla protezione dei minori nel settore dei film e nel settore dei videogiochi (LPMFV · 63 pagine

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delle rappresentazioni di cruda violenza o di natura sessuale, ma anche del rischio di dipendenza, in particolare nel caso dei videogiochi.

Cinque associazioni di pubblicitari, produttori di film pubblicitari, agenzie di comunicazione o associazioni attive nell’ambito dei media (CS, LSA, ASA, Swissfilm e

VSM) accolgono favorevolmente il progetto, ma esigono che nella LPMFV sia esplicitamente stabilito che i servizi a carattere editoriale che producono e curano i propri contenuti editoriali nonché i contenuti mediali di comunicazione commerciale (pubblicità) e la comunicazione aziendale non rientrano nel campo d’applicazione del disciplinamento previsto.

Un’associazione dei consumatori (frc) è favorevole al progetto, ma chiede che siano presi in considerazione pure i rischi legati al micropagamento, agli acquisti in-app ecc. Anche GameRights, che rappresenta gli interessi dei consumatori adulti di videogiochi, approva il progetto. A suo parere la legge colma una comprovata lacuna offrendo una soluzione per una giusta protezione dei minori, che non criminalizza né sminuisce la questione e tiene conto delle esigenze dei principali gruppi interessati.

Un’associazione dei dettaglianti (CI Commerce de détail) e Coop sostengono il progetto e

sono disposte ad attuare le prescrizioni relative all’indicazione dell’età minima e ai controlli dell’età al momento della vendita. Per contro, si dichiarano piuttosto contrarie ai proposti test di acquisto e all’utilizzo dei relativi risultati in procedimenti penali, in quanto affermano di aver fatto esperienze negative nei settori dell’alcol e del tabacco. Inoltre, si oppongono al perseguimento penale di singoli venditori, ritenendo che la responsabilità per l’attuazione delle misure di protezione dei minori incomba alle imprese.

Due Cantoni (SZ e ZG) respingono il progetto in toto, considerando che lo scopo formulato nell’articolo 1 AP-LPMFV non possa essere raggiunto con le disposizioni legali proposte. A loro avviso, i settori con il maggior bisogno d’intervento in assoluto (commercio online, servizi a richiesta e servizi di piattaforma di imprese attive all’estero o Internet) non potrebbero essere coinvolti o disciplinati efficacemente. Inoltre, i summenzionati Cantoni rimandano alla responsabilità dei genitori.

Anche l’USAM è del parere che la responsabilità per la protezione dei minorenni incomba ai genitori e rileva che a livello cantonale esistono già alcune misure di protezione, ragion per cui respinge l’avamprogetto in toto.

Il PLR si oppone al progetto nel suo complesso. Pur essendo d’accordo con il suo scopo, ritiene che le misure proposte non siano adeguate per raggiungerlo: proprio i giovani fruiscono infatti di contenuti mediali prevalentemente tramite Internet, un ambito in cui l’introduzione di una normativa sarebbe però illusoria. Il partito sottolinea inoltre la responsabilità prioritaria dei genitori per l’educazione e la protezione dei loro figli. Anche l’UDC si dichiara contraria al progetto, ritenendo che i provider e gli operatori di rete svizzeri non possano essere considerati responsabili, se la figura dei genitori e il controllo in famiglia falliscono. Il partito sottolinea inoltre che i bambini e i giovani guardano film soprattutto su siti Internet liberamente accessibili e non mediante servizi a richiesta a pagamento, un aspetto considerato soltanto marginalmente nell’avamprogetto. Il PPD evidenzia l’importanza di adottare misure preventive e di promuovere le competenze mediali dei genitori, dei bambini e dei giovani e mette in dubbio la pertinenza concreta del disciplinamento proposto.

3.2.2 Principio della coregolamentazione e ripartizione dei compiti

Nel complesso 64 partecipanti (ovvero quasi tre quarti del totale), tra cui 15 Cantoni, approvano il principio della coregolamentazione tra i settori interessati e lo Stato. A loro avviso, questo permette di garantire che i settori siano attivamente coinvolti nella protezione dei minori e possano reagire rapidamente al mutamento delle condizioni grazie alla loro conoscenza degli sviluppi del mercato.

Tuttavia 28 partecipanti, tra cui 15 Cantoni, esigono che nelle organizzazioni per la protezione dei minori siano imperativamente coinvolti terzi indipendenti dai settori o esperti (operanti in ambiti quali le scienze dell’educazione, la pedagogia, la psicologia, il lavoro sociale o la salute).