Rapporto sui risultati

Consultazione 2019/31: Dichiarazione delle carni koscher e halal (modifica della legge sull'agricoltura) · 11 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione: 15.499 Iv. Pa. Buttet

genti doganali parziali 5.3 - 5.6 ai prezzi di aggiudicazione dei contingenti principali non sia contemplato nella proposta di modifica della LAgr.

Anche Proviande, UPSC e Micarna SA condividono la proposta della Commissione. Proviande sottolinea che l’obbligo di dichiarazione comporterà costi supplementari per gli offerenti e che per migliorare la trasparenza sarà necessario che nei punti vendita e negli esercizi della ristorazione la dichiarazione sia ben visibile ai consumatori.

PSA e SVS sono favorevoli all’obbligo di dichiarazione in particolare perché varrà per tutti i punti vendita e tutte le aziende della distribuzione. La SVS reputa che nel rispetto di determinate condizioni procedurali e rituali (p.es. macellaio musulmano, recita della preghiera, sguardo orientato verso la Mecca al momento della macellazione, ecc.) lo stordimento dell’animale prima del dissanguamento non impedisce a priori di utilizzare la designazione carne koscher o halal. Macellazione rituale e protezione degli animali non devono necessariamente escludersi a vicenda.

Per l’USAM il proposto obbligo di dichiarazione per la carne koscher e halal è inutile nonché problematico. Gli oneri amministrativi per le PMI coinvolte sarebbero spropositati. Alla stregua del PLR ritiene che l’obiettivo perseguito con l’iniziativa parlamentare sia già stato raggiunto mediante la modifica delle specifiche in sede di esecuzione dell’OBM.

L’ASVC respinge l’obbligo di dichiarazione sulla base degli stessi argomenti addotti dalla maggioranza dei Cantoni. Anche la TIR è contraria poiché la dichiarazione non dovrebbe limitarsi ai soli contingenti doganali destinati alle comunità ebraica e musulmana; i prodotti corrispondenti andrebbero dichiarati sempre.

FSCI e FOIS respingono la proposta della Commissione. Stando alla FSCI, già oggi la carne koscher è dichiarata come tale lungo tutta la filiera (dalla macelleria al consumatore finale). In assenza di tale dichiarazione non verrebbe considerata carne koscher. Una frode doganale con la carne koscher è dunque praticamente esclusa, ragione per cui un ulteriore intervento dello Stato non solo non è

nell’interesse pubblico ma è anche sproporzionato. Per la FOIS, l’obbligo di dichiarazione per la carne di animali sottoposti alla macellazione religiosa non concorre in misura determinante alla protezione dei consumatori. Il contingente per l’importazione di carne halal inoltre è utilizzato integralmente, e con una quantità di scarsi 1,5 chili di carne halal all’anno per ogni musulmano non copre l’intero fabbisogno della minoranza musulmana in Svizzera. È dunque importante che l’obbligo di dichiarazione previsto non si ripercuota negativamente sulle quantità di carne halal importate e non si traduca in un aumento dei prezzi.

Nel suo parere, la FSCI spiega inoltre che nelle macellerie e nei ristoranti che offrono carne koscher, i prodotti koscher sono contrassegnati con un apposito timbro. Questi «timbri koscher» sono rilasciati dai rabbinati dei vari Comuni e pertanto non sono tutti uguali. Spesso la parola «koscher» non vi compare neppure. Se l’introduzione dell’obbligo di dichiarazione comportasse l’obbligo di menzionare esplicitamente la parola «koscher», i rabbinati dovrebbero adattare i loro timbri o aggiungere

un’ulteriore stampigliatura «koscher». Poiché la carne koscher da dichiarare è destinata alla comunità ebraica e questa ha familiarità con i «timbri koscher» esistenti, la FSCI ritiene che tali timbri siano sufficienti e che una «dichiarazione koscher» supplementare creata dalla Confederazione non sia necessaria.

La FOIS sottolinea dal canto suo che i consumatori musulmani hanno il diritto di avere la certezza che la carne «halal» loro offerta sia effettivamente carne halal. Chiede pertanto in che modo, all’atto dell’introduzione dell’obbligo di dichiarazione, si terrebbe conto dei certificati halal esistenti, visto che varie comunità musulmane prevedono condizioni diverse per la certificazione halal. Chiede altresì come verrebbero coinvolte le comunità musulmane, rispettivamente i servizi di certificazione musulmani, affinché l’importazione di carne halal soddisfi criteri accettabili per i consumatori musulmani.

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