Rapporto sui risultati
Consultazione 2019/58: Legge federale sulla circolazione delle specie di fauna e di flora protette (LF-CITES) · 11 pagine
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formazioni nelle offerte online su esemplari CITES. SVS mette tuttavia in dubbio che un inasprimento delle sanzioni possa effettivamente ridurre il commercio illegale. UDC e Swissfur si oppongono al disegno di legge.
Diverse organizzazioni, come FFS, TIR, ZTS, pogona.ch6, OceanCare e PSA richiedono che in futuro nella LF-CITES si debba ancor di più tener conto degli aspetti relativi alla protezione degli animali. La posizione della Confederazione, secondo cui un commercio sostenibile e regolamentato è spesso più efficiente di un divieto assoluto di commercio, può essere sostenuta solo se con «sostenibile» è inteso anche il rispetto di criteri rigorosi e verificabili di protezione degli animali. La Svizzera dovrebbe adoperarsi attivamente per considerare gli aspetti relativi alla protezione degli animali nel quadro internazionale, sia all’interno della comunità CITES sia nell’ambito delle sue attività in seno agli organismi specializzati internazionali. Di regola, non devono essere importati prodotti la cui fabbricazione in Svizzera potrebbe essere perseguita penalmente come maltrattamento grave di animali.
FFW e TIR chiedono inoltre all’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) di ritirare tutte le riserve esistenti. Si criticano inoltre le eccezioni e le regolamentazioni speciali sulle importazioni che si basano principalmente o esclusivamente su considerazioni economiche, mentre le questioni e gli aspetti ovvi della protezione degli animali e della conservazione delle specie verrebbero ignorati. Queste includono l’importazione di rane a scopi alimentari o di pelli di rettili per l’industria degli orologi di lusso.
Nell’ambito delle piante riprodotte artificialmente e degli animali allevati, i rappresentanti del settore chiedono una semplificazione delle disposizioni attuali e proposte di recente, in particolare per quanto riguarda l’obbligo di autorizzazione e della prova.
I Cantoni AG, VD e ZG nonché l’Unione svizzera degli imprenditori, il Fondo nazionale svizzero e l’Associazione delle città svizzere hanno espressamente rinunciato a esprimere un parere.
4 Commento alle singole disposizioni
Art. 9: Divieti d’importazione
Cpv. 1: il Cantone FR, pogona.ch, DGHT Schweiz, SCS e ZTS desiderano una migliore definizione di «facilmente confusi» menzionata all’articolo 1 capoverso 2 lettera c. Secondo il loro avviso dovrebbe essere tenuto un elenco con le relative specie che possono essere facilmente confuse.
I Cantoni ZH e TI nonché FFW, FFS, OceanCare, Pro Natura, PUSCH, PS, WWF e ZTS sono favorevoli all’estensione della possibilità di un divieto di importazione per specie che possono essere facilmente confuse. In questo contesto, FFW segnala l’importazione di avorio di mammut che, in base all’aspetto, non può essere distinto dall’avorio di elefante e la cui importazione dovrebbe quindi essere vietata. Al tempo stesso FFW, FFS, TIR e ZTS richiedono un divieto generale di commercio per l’avorio in Svizzera. Nel caso in cui un divieto generale di commercio non sia possibile, FFW suggerisce che l’USAV dovrebbe informare sul suo sito Internet quale commercio di avorio è legale e quale è illegale.
FFS, OceanCare, Pro Natura, PUSCH, TIR, WWF e ZTS sostengono anche l’estensione della possibilità di vietare l’importazione di specie rigorosamente protette e minacciate in altri Paesi. FFS, OceanCare, TIR e ZTS propongono di disciplinare questa prescrizione in un esplicito articolo.
FFS, OceanCare, pogona.ch, PS, STS, TIR e ZTS chiedono inoltre che anche i divieti di importazione ai sensi dell’articolo 14 della legge sulla protezione degli animali debbano essere
6 Il parere di pogona.ch viene sostenuto, secondo l’organizzazione, dai seguenti privati e organizzazioni: SARA, Sachkunde Reptilien Amphibien Schweiz; Sachkunde Chamäleon, Zürcher Tierschutz; Partito svizzero per gli animali; AquaTerra-Herz; Fischwissen; Vogelspinnenstammtisch.ch; Verein Insektenbörse Kloten; Kurt Müller, curatore di Knies Kinderzoo & fondatore del Kompetenzzentrum Wildtierhaltung; Stefan Steingruber, vice presidente di Terrarienfreunde Ostschweiz; Dr. med. vet. Robert Hitz.