Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/18: Modifica della legge sui lavoratori distaccati · 12 pagine

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Secondo GL l’esperienza insegna che disposizioni nuove implicano anche nuovi controlli e maggiori oneri lavorativi.

LU sostiene che il rapporto esplicativo non chiarisce abbastanza se e quando la regolamentazione dei casi di rigore verrebbe implementata e non fornisce indicazioni sufficienti sull’entità della riduzione. Inoltre, il Cantone ritiene che si dovrebbe poter chiedere una riduzione, una soppressione o una restituzione dell’indennità al massimo a causa di un numero insufficiente di controlli svolti, ma non sulla base dei controlli già effettuati.

LU, NE e OW sostengono che sarebbe necessario precisare le definizioni di inadempienza totale o parziale, soprattutto per quanto riguarda il numero dei controlli.

AR, BE, NW, OW, SH e ZG fanno notare che, nell’ambito della LLN, la Confederazione non ha il diritto di impartire istruzioni per quanto riguarda l’attività di controllo, e che nel quadro della revisione della LLN, entrata in vigore il 1ogennaio 2018, il Parlamento aveva rifiutato esplicitamente di limitare la competenza federale dei Cantoni in materia d’esecuzione della LLN.

3.3.2 Partiti

Il PS e i Verdi sono gli unici partiti che hanno espresso un parere su questi articoli. Entrambi appoggiano le disposizioni degli articoli 7b LDist e 16a LLN dell’avamprogetto.

3.3.3 Altre cerchie (incluse le associazioni mantello dell’economia)

Tra le associazioni mantello dell’economia e le altre cerchie invitate, 21 hanno espresso un parere sul progetto in generale.

Otto partecipanti alla consultazione non hanno espresso alcuna opinione sui nuovi articoli 7b LDist e 16a LLN (CallNet.ch, constructionvaud, Centre Patronal, EIT.swiss, Fédération vaudoise des entrepreneurs, Fédération des Entreprises Romandes, Holzbau Schweiz, Unione delle città svizzere).

Cinque partecipanti alla consultazione approvano le nuove disposizioni interamente o in parte (CCIG, gbs, IsolSuisse, suissetec, USS) mentre otto (UUSL, USI, feusuisse, UPSC, GastroSuisse, HotellerieSuisse, SSIC, ASP) sono contrari.

Pareri a favore

L’USS ritiene coerente che chi non svolge la sua attività esecutiva debba restituire le indennità ricevute, tuttavia l’Unione auspica una definizione più concreta delle attività esecutive.

La CCIG è del parere che le nuove disposizioni non implicheranno nuovi obblighi ma che sanciranno nella legge la giurisprudenza del Tribunale federale. Tuttavia chiede una definizione più precisa del concetto di inadempienza parziale e del campo di applicazione della regolamentazione dei casi di rigori. Inoltre, la CCIG è del parere che non sia adeguato riscuotere sistematicamente un tasso di interesse annuo del 5 per cento.

IsolSuisse e suissetec sono favorevoli a un uso parsimonioso dei fondi pubblici e approvano che l’obbligo di diffida della Confederazione sia prescritto dalla legge. Inoltre ritengono che l’indennità debba essere restituita solo se il destinatario ha agito sapendo di sbagliare.

Pareri contrari

L’AUSL, l’USI e HotellerieSuisse sostengono che la giurisprudenza del Tribunale federale offra alla Confederazione sufficienti possibilità per chiedere la restituzione delle prestazioni versate indebitamente e che quindi i nuovi articoli 7b LDist e 16a LLN siano superflui.

L’USI e HotellerieSuisse temono che, con le nuove disposizioni, la Confederazione interferirà maggiormente nell’attività esecutiva. Esse ritengono inoltre che il concetto di «inadempienza parziale» lasci troppo adito all’interpretazione.