Rapporto esplicativo

Consultazione 2020/46: Revisione del Codice delle obbligazioni (Difetti di costruzione) · 46 pagine

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personale o familiare del committente. Questa formulazione corrisponde a quelle usate nell’articolo 40a CO e nell’articolo 32 capoverso 2 del Codice di procedura civile133. Ciò garantisce che la disposizione si applichi soltanto a costruzioni direttamente destinate a scopi privati134. La disposizione non è applicabile se una costruzione è edificata o acquistata per essere venduta o per la locazione a titolo commerciale. Lo scopo di lucro si valuta secondo la dichiarazione espressa o concludente dell’acquirente o del committente e, in assenza di una tale dichiarazione, secondo buona fede e secondo la destinazione d’uso che si può normalmente o equamente attendere135. In ogni caso, lo scopo di lucro dell’imprenditore o del venditore risulterà chiaramente dalla situazione complessiva, segnatamente dalla destinazione della costruzione e dalla persona dell’acquirente. In caso di destinazione mista, vale a dire se si prevede di fare un uso professionale e anche privato della costruzione, lo scopo di protezione della disposizione è rilevante per la sua applicazione. È decisivo se ci si possa attendere che l’acquirente o il committente riconosca la portata della combinazione della clausola di esenzione e della cessione delle pretese nei confronti dei subappaltatori (cfr. in precedenza e n. 2.1.2). Se l’uso privato non ha soltanto importanza secondaria, la presente disposizione sarà applicabile.

Secondo il testo della disposizione è nulla la limitazione o l’esclusione del diritto alla riparazione gratuita. Quindi è nulla anche una parziale esclusione, come ad esempio una limitazione contrattuale della riparazione gratuita a un importo massimo (delle spese di riparazione o del minor valore) o a una determinata quota per quanto riguarda le unità della proprietà per piani. La presente disposizione non tange per contro altri accordi che complicano soltanto indirettamente l’esercizio del diritto alla riparazione come ad esempio la riduzione del termine di avviso. La conseguenza giuridica dell’esclusione del diritto alla riparazione gratuita sarà la nullità della corrispondente clausola. L’esclusione nulla è sostituita dalla regola legale sul diritto alla riparazione gratuita. In via di principio il contratto rimane complessivamente valido conformemente al principio secondo cui il suo contenuto va ridotto per mantenerne la validità136: è nulla soltanto la clausola limitativa del diritto alla riparazione gratuita; l’obiezione di una parte contrattuale secondo cui non avrebbe concluso il contratto senza la clausola di esclusione nulla è irrilevante137. Del resto tali clausole sono nulle soltanto se convenute preventivamente. Rinunciare alla pretesa di riparazione gratuita è quindi ammissibile dopo che il diritto alla riparazione gratuita è già sorto. Quindi le controversie sulla riparazione gratuita possono continuare a essere validamente composte concludendo una transazione.

133 RS 272, anche se il CPC usa l’espressione «fabbisogno personale o familiare».

134 KOLLER-TUMLER, Art. 40a N 3.

135 Cfr. con ulteriori rimandi KUT, Art. 40a-g N 31.

136 Cfr. in proposito DTF 134 III 438 consid. 2.3; 131 III 467 consid. 1.3; 123 III 292 consid. 2e/aa.

137 Se una disposizione contrattuale viola il diritto privato imperativo si applicherà la regola legale in vece della della convenzione nulla; l’art. 20 cpv. 2 CO non si applica e non si pone la questione della volontà ipotetica delle parti riguardo alla sussistenza di quanto rimane del negozio giuridico o della definizione di un ordinamento sostitutivo; cfr. DTF 123 III 292 E. 2e/aa e sentenza del TF 4A_404/2008 del 18 dicembre 2008 consid. 5.6.2 nonché con ulteriori rimandi GAUCH/SCHLUEP/SCHMID/EMMENEGGER, N 708 segg. e in particolare N 712a.