Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/66: Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 · 53 pagine

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Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030: rapporto sui risultati della consultazione

Pochi pareri sono critici o negativi:

 Occorrerebbe dare maggior peso alla sicurezza alimentare rispetto agli obiettivi climatici

(USC17, OW, CHBLFV); viceversa, si caldeggia una migliore presa in considerazione dell’agricoltura e delle sue emissioni (tra gli altri Agrarallianz, SES).

 Secondo l’UDC la Svizzera, pro capite, farebbe già registrare buoni risultati; il testo in con-

sultazione trascurerebbe la migrazione e l’aumento demografico.

 L’internalizzazione dei costi esterni sarebbe una strategia unilateralmente orientata all’eco-

logia (TCS).

 La SAB (il Gruppo svizzero per le regioni di montagna) auspica lo stralcio della frase «I

flussi finanziari pubblici e privati, inoltre, dovranno essere armonizzati con gli obiettivi climatici».

b) Obiettivi e orientamenti

Numerose indicazioni riguardano un ampliamento degli obiettivi o degli orientamenti (spesso non distinguibili con precisione e perciò presentati insieme). La Strategia dovrebbe:

 concretizzare in generale gli orientamenti (FR) e, tra l’altro, tenere in considerazione il ruolo

di Cantoni e Comuni (LU);

 chiarire l’obiettivo CO2 (GE, VD, Losanna, ASS, IPCCS) e rafforzarlo (Swisscleantech,

SDSN) (per es. saldo netto delle emissioni pari a zero nel 2040 o riduzione più rapida delle emissioni di gas serra nazionali: PEV, analogamente CHVU, GPCH, PA2030, PRONAT, SEXG, SES, WWF) – con numerose proposte di formulazione. Viceversa: attuare l’obiettivo tenendo conto dell’economia (swissmem, IGEB). Alcuni, inoltre, auspicano la fissazione di un obiettivo autonomo per i trasporti (TG), altri che si tenga maggiormente conto delle emissioni di gas serra non fossili (ad es. emissioni di CO2 nell’industria del cemento e nell’agricoltura, emissioni di protossido di azoto e metano nell’industria e nell’agricoltura) (PSS) e che si prendano in considerazione le emissioni indirette («grigie»), prodotte ad esempio da materiali da costruzione (ZG), e la riduzione artificiale delle emissioni (BE, HandelCH);

 tenere conto degli aumenti striscianti della temperatura (ASS, SDSN);

 tematizzare il ruolo dei boschi nello stoccaggio di carbonio (CPF);

 prendere maggiormente in considerazione lo sviluppo dei trasporti, degli insediamenti e del

paesaggio e, in tal modo, integrare meglio la qualità insediativa e paesaggistica nonché la pianificazione urbana (AG, BS e, analogamente, anche PSS, ASS, collabhel, CPF, KOFF, SGBFSS), anche tenendo conto della coesione sociale (BS, analogamente PSS). Andrebbe inoltre integrata la protezione dei paesaggi rurali e dei valori del costruito (SIA, CHVU);

 dare maggior peso alla biodiversità e collegare il tema del clima con la Strategia sulla bio-

diversità (PEV, GPCH, PRONAT, SES, WWF) e con la protezione del suolo (sanu);

17 «L’accento andrebbe perciò posto sulla riduzione delle emissioni evitabili che non indeboliscono la sicurezza alimentare (SBV). Tra l’altro, si chiede quanto segue: l’orientamento strategico deve tenere conto dei conflitti tra gli obiettivi e degli effetti di dislocamento delle misure di protezione del clima e, nella misura del possibile, li deve ridurre. Complemento: «le emissioni di gas serra non legate all’energia, a meno che non siano correlate all’approvvigionamento alimentare, diminuiscano anch’esse in tempi brevi…»