Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/66: Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 · 53 pagine
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Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030: rapporto sui risultati della consultazione
dovrebbe garantire l’eliminazione di ostacoli all’importazione di energie rinnovabili e la ponderazione della tassazione di beni prodotti in modo non rispettoso dell’ambiente.
4.2.3 Conservare, utilizzare in modo sostenibile, promuovere e ripristinare la biodiversità
a) In generale
Gli obiettivi e gli orientamenti vengono sostenuti da una larga maggioranza. Si sono invece espressi in modo in parte critico, o negativo, il Cantone GR (la richiesta di una politica equilibrata e coerente non sarebbe stata soddisfatta) nonché CHBAU (ossia la Società Svizzera degli Impresari-Costruttori SSIC), HandelCH, TCS e FRS. Viceversa, è stato da più parti ribadito che gli obiettivi e gli orientamenti non sarebbero sufficienti; gli orientamenti generali dovrebbero andare in direzione di un mainstreaming, ossia tutti i settori dovrebbero agire in maniera compatibile con la biodiversità (ASS, Unibe, SDSN, analogamente anche OW, TS), tra cui anche l’agricoltura (BioCH, SES, GPCH, PRONAT). Si auspica inoltre un coordinamento con altre strategie, ad esempio la Strategia contro le resistenze agli antibiotici (StAR), i piani di misure per la riduzione di prodotti chimici, la PA22+ (AR, analogamente MGB e COOP).
b) Obiettivi
15.5 (Preservare la diversità)
– Sono state proposte da più parti formulazioni nuove e, segnatamente nel caso di questo obiettivo, più ambiziose: occorrerebbe «evitare» l’estinzione delle specie e non solo «combattere» (BL, PSS, SDSN, PA2030, SEXG, SES, GPCH, OEKU, WWF, PRONAT, collabhel, BLSUI, CHVU) (fa riferimento anche a 15.8).
– La conservazione della biodiversità sarebbe legittima, tuttavia andrebbe garantito un quadro finanziario, in modo tale da poter raggiungere gli obiettivi (USC).
15.8 (Diversità biologica e servizi ecosistemici). Si auspica:
– di non orientarsi principalmente su obiettivi quantitativi relativi alle superfici, ma in particolare su obiettivi qualitativi finalizzati alla promozione della biodiversità (OW, ZH,
USC);
– di integrare l’adattamento ai cambiamenti climatici (GR);
– di includere tutti i proprietari fondiari (anche quelli privati) per quanto riguarda l’obiettivo «Contenere la diffusione di specie esotiche invasive» (USC);
– di formulare un obiettivo a sé stante per il ripristino degli habitat (ASS).
15a (Incentivi finanziari)