Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/67: Legge federale concernente la piattaforma per la comunicazione elettronica nella giustizia (LPCEG) · 67 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 26Fedlex · Rapporto sui risultati
chiedere di nuovo i documenti e all’autorità di doverli notificare di nuovo. Anche dal punto di vista terminologico la ricevuta in caso di mancato richiamo del documento dovrebbe essere mantenuta distinta dalle altre ricevute (TG).
Cpv. 9
GE, TribApp GL e TribCant VD chiedono che la competenza per le ordinanze sia trasferita alla corporazione. BL ritiene che la competenza sia o del TF o della corporazione.
5.1.5.6 Art. 22 Avvisi supplementari
AG, AR, BE, NW, TI, la CCCPS e Justitia40/HIS chiedono di disciplinare questa disposizione in un’ordinanza, poiché gli avvisi non hanno alcun valore per la decorrenza dei termini e quindi non sono vincolanti. Per AG questo potrebbe essere inserito anche nell’accordo. Anche NE sottolinea che gli avvisi supplementari non richiedono alcuna base legale se vengono offerti per volontà e con il consenso del destinatario. UNIL è favorevole agli avvisi supplementari in quanto tali avvisi sono diffusi in molti settori. BL propone però un chiarimento della disposizione e chiede che nel messaggio si rinunci a menzionare Whatsapp e Facebook, dato che la loro gestione dei metadati e dei dati marginali non è conforme per i membri delle autorità e per gli avvocati. ZH e CPS osservano che la notifica agli utenti è molto importante affinché i termini legali possano davvero iniziare a decorrere. Inoltre è corretta anche l’indicazione che non è possibile garantire che la comunicazione raggiunga il suo destinatario.
GE fa rilevare che l’obbligo di verificare regolarmente la posta in arrivo non può sempre essere rispettato (p. es. nel caso dei detenuti). Per queste persone deve essere possibile ritirare la propria iscrizione (opt-out).
5.1.5.7 Art. 23 Servizio di validazione
ZH e CPS accolgono con favore il fatto che sia messo a disposizione un servizio di validazione. AL BE, bav, PrivaSphere, FSN e VBN chiedono che la futura soluzione di validazione sia strutturata in modo discreto, ossia che per la validazione siano trasmessi soltanto il valore hash e la firma e non l’intero documento. pEp auspica che si possano validare i documenti sui terminali degli utenti. Anche le procedure per l’accertamento della validità dei documenti devono essere pubbliche. Il codice sorgente dovrebbe essere messo a disposizione come software open source. UNIL chiede che il servizio di validazione sia messo a disposizione mediante un’interfaccia.
ZG chiede una disposizione di delega per l’emanazione delle necessarie disposizioni d’esecuzione. Inoltre ZH e CPS chiedono che la corporazione disciplini i requisiti tecnici del servizio di validazione. Justitia40/HIS invece rigetta la disposizione; al suo posto la legge dovrebbe limitarsi a prevedere che si possa verificare l’integrità e l’autenticità dei documenti. Secondo i Pirati questa disposizione non corrisponde assolutamente allo stato attuale della tecnica.
GE e PJ GE ritengono il termine «firma» inadeguato, poiché il progetto prevede che al posto della firma elettronica qualificata subentrino l’autentificazione e l’apposizione di un sigillo elettronico regolamentato. Anche ZG chiede di utilizzare concetti uniformi (art. 21 «sigillo elettronico»; «firma»).
5.1.5.8 Art. 24 Amministrazione dei gruppi
LU, Bär&Karrer e FSA approvano la proposta e sottolineano che la creazione di gruppi di utenti ha un grande valore pratico. In tal modo si raggiunge una maggiore flessibilità nel ricevimento e nella trasmissione dei documenti elettronici. FR fa rilevare che all’interno di un’autorità ogni