Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/67: Legge federale concernente la piattaforma per la comunicazione elettronica nella giustizia (LPCEG) · 67 pagine

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Cpv. 2

AG, TI, DB LU, UNIL e Lehmann fanno rilevare che la votazione del 7 marzo 2021 sulla LSIe può avere ripercussioni su questo capoverso e quindi potrebbe essere necessario modificarlo. VD ricorda di essere contrario alla LSIe e chiede siano ammessi soltanto mezzi di identificazione e autentificazione rilasciati dallo Stato. AL BE e il Centro chiedono che l’Id-e non sia obbligatoria almeno per le persone che non sono soggette all’obbligo. Per i rappresentanti di professione il Centro propone che questa Id-e particolarmente importante sia rilasciata dallo Stato stesso. Inoltre le persone fisiche devono poter usare diverse Id-e per identificarsi nei loro diversi ruoli e tali ruoli non devono essere riuniti sulla piattaforma (AL BE, bav e DG). I Pirati sono irritati dal fatto che nel progetto si preveda già come mezzo di autentificazione l’Id-e che ancora non esiste, mentre vengono ignorati altri metodi di identificazione già esistenti ed economici. UCS è favorevole all’identificazione mediante Id-e. In questo modo si impedisce che la piattaforma crei un’Id-e «proprietaria». Per motivi legati alla sicurezza e alla protezione dei dati, il PS chiede il maggior livello di protezione per l’autentificazione mediante Id-e e per le possibilità simili di autentificazione. AK BS e BL AV rammentano che secondo la LSIe i provider di identità elettroniche devono conservare i dati d’utilizzo per sei mesi. Occorre garantire che sia rispettato il segreto professionale degli avvocati e che sia escluso l’accesso delle autorità e dei tribunali a questi dati d’utilizzo. Swimag chiede che per l’autentificazione possa essere usata anche una firma elettronica qualificata. DG dubita che la Confederazione e i Cantoni siano in grado di allestire una piattaforma centrale basata sull’Id-e, dal momento che a quanto pare la Confederazione stessa non è in grado di offrire un’Id-e.

pEp e Lehmann ritengono che l’uso obbligatorio di un’Id-e per l’autentificazione sulla piattaforma sia contrario alle affermazioni di coloro che sostengono l’Id-e. Una forma di autentificazione indipendente dalla LSIe contribuisce a incentivare la protezione dei dati e la sicurezza delle informazioni (Lehmann). Inoltre, ci si chiede se le parti che non sono in grado di procurarsi un’Id-e rimarranno senza accesso digitale ai tribunali (TAF). Occorre mettere a disposizione di queste persone un mezzo di autentificazione alternativo secondo il capoverso 3. Inoltre il TAF esorta a istituire in trattati bi- e multilaterali le basi legali per consentire la comunicazione elettronica anche a livello sovranazionale. Per un determinato periodo di transizione dovrebbe poi essere ammissibile la firma elettronica qualificata per poter usare la piattaforma.

LU fa rilevare che il progetto non contiene disposizioni che indichino se e in quali casi sia possibile escludere gli utenti della piattaforma (p. es. nel caso in cui cessino di praticare la professione di avvocati o sia loro revocata la patente). Inoltre occorrerebbe affrontare anche aspetti legati alla sicurezza delle informazioni in relazione all’autentificazione mediante Id-e. AK BS, BAADER, BaslerBrunner, FlückigerSchnyder, LischerZemp, Rüesch, FSA, Eitel ed Erhart fanno notare che anche gli assistenti devono potersi registrare sulla piattaforma come utenti, per poter effettuare sulla piattaforma le azioni precedentemente autorizzate dagli avvocati.

DB LU chiede che il livello di sicurezza sia descritto in termini generali e astratti nella disposizione e che non si basi sulla LSIe. Una regolamentazione neutrale dal punto di vista della soluzione può anche lasciare il margine di manovra necessario per sviluppi futuri. Inoltre vi sono dubbi legati alla protezione dei dati, poiché un IdP può riconoscere quali utenti si sono autentificati quando e quanto spesso sulla piattaforma. Si propone anche che la piattaforma disponga di un proprio sistema di autentificazione (FSA).

Cpv. 3

VD e TribCant VD chiedono di riferire anche questo capoverso soltanto alle persone fisiche in linea con il capoverso 2. Inoltre è dubbio se il riconoscimento di mezzi di autentificazione stranieri sia compatibile con l’articolo 26 capoverso 1 (VD). EGov fa notare che l’integrazione di