Rapporto esplicativo

Consultazione 2021/120: Pacchetto di ordinanze agricole 2022 · 214 pagine

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10 Ordinanza concernente la viticoltura e l’importazione di vino (Ordinanza sul vino), RS 916.140

10.1 Situazione iniziale

L’esecuzione del controllo del commercio del vino è affidata alla fondazione «Controllo svizzero del commercio dei vini» (CSCV) secondo l’ordinanza sul vino (art. 36 cpv. 1). Il CSCV svolge il controllo delle cantine, verifica la contabilità di cantina e, dal 2019, effettua il prelievo di campioni ufficiali e adotta le misure necessarie se constata infrazioni agli articoli 19, 21-24, 27a-27f e 34-34e

dell’ordinanza sul vino.

Banca dati isotopica

Nell'ambito della repressione delle frodi, sono stati sviluppati metodi per determinare la composizione isotopica stabile naturale di diversi prodotti, poiché esiste una chiara relazione tra la distribuzione isotopica di una specifica molecola e la sua origine botanica o geografica. L'analisi isotopica dei vini è oggi un metodo utilizzato per il controllo ufficiale e la lotta alle frodi nel settore vitivinicolo. Permette di confrontare i risultati di un campione di vino con una banca dati, per confermarne o meno l'origine. Il metodo è stato testato in Svizzera dal 2017 nel quadro di un progetto finanziato congiuntamente dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria e dall'Ufficio federale dell'agricoltura al quale hanno partecipato Agroscope, il CSCV e il Servizio di protezione dei consumatori e di

veterinaria del Canton Vallese. I risultati del progetto hanno evidenziato che i riferimenti della banca dati devono essere annualizzati per contribuire efficacemente a una migliore repressione delle frodi e a proteggere i consumatori dagli inganni. Nel 2020 il CSCV ha prelevato ufficialmente 31 campioni, che sono stati analizzati in collaborazione con i laboratori cantonali del Ticino, del Vallese e di Zurigo. Da notare la realizzazione delle prime analisi isotopiche ufficiali basate su un caso sospetto.

Resa massima di vino

Una resa della trasformazione dell’uva in vino superiore all'80 per cento è difficile da raggiungere sul piano tecnico, non corrisponde a una buona pratica di vinificazione e pregiudica la qualità del vino. Tuttavia, le disposizioni legali non fissano né una resa massima per l'estrazione del succo d'uva né una resa massima per la trasformazione dell'uva in vino. Il CSCV ha constatato che alcune aziende presentano, per alcuni dei loro vini o più in generale, rese di trasformazione dell'uva in vino che superano, a volte ampiamente, l'80 per cento. Il CSCV persegue questa infrazione dovendo indagare ulteriormente sulle ragioni dell'eccesso, il che comporta costi sproporzionati.

10.2 Sintesi delle principali modifiche

Si propone di fissare una resa massima di vinificazione di 80 litri di vino per 100 chilogrammi di uva per la produzione dei vini svizzeri. I Cantoni potranno fissare una resa massima inferiore alla norma federale per i vini a denominazione d’origine controllata (DOC).

Si propone di sancire nella legislazione la banca dati isotopica dei vini svizzeri nonché di affidarne la gestione e l’aggiornamento al Controllo svizzero del commercio dei vini. Agroscope, dal canto suo, è responsabile della raccolta e della vinificazione dell’uva che serve da riferimento per l'aggiornamento annuale della banca dati.

10.3 Commento ai singoli articoli

Articolo 27abis

L’articolo 27abisstabilisce la resa massima di vinificazione per i vini svizzeri. Essa è fissata all’80 per cento perché nella pratica è tecnicamente difficile ottenere una resa del genere se si segue la buona pratica di vinificazione. La proposta di fissare una resa massima di vinificazione nasce dalla richiesta dell’organo di controllo, affinché non sia necessario risalire ai motivi ogniqualvolta che per un vino si riscontra il superamento di tale valore. L’applicazione di tale limite permette di semplificare il controllo e di renderlo più efficace.