Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/28: Ordinanza sugli obblighi di diligenza e trasparenza in relazione a minerali e metalli origi-nari di zone di conflitto e al lavoro minorile (ODiT) · 14 pagine

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Rapporto sui risultati della consultazione concernente la ODiT

cuni casi riguardano anche le disposizioni del controprogetto e non la ODiT (p. es. la richiesta di un atto concernente le disposizioni attuative sulla relazione relativa agli aspetti extrafinanziari)5. La maggioranza dei Cantoni sostiene il progetto senza riserve6, mentre cinque lo criticano7. I pochi pareri giunti dal mondo accademico e dalle università8 sono piuttosto critici.

Visto il numero e la complessità dei contributi, il presente rapporto illustra soltanto i principali punti critici più spesso sollevati e omette di elencare in dettaglio tutte le motivazioni e gli argomenti per evitare di pregiudicare la visione d’insieme. Per i dettagli si rimanda alle risposte alla procedura di consultazione (cfr. n. 5).

4 Principali punti critici

4.1 «Effettiva inclusione delle imprese senza sede statutaria in Svizzera» (LDIP)

La «coalizione IMR» e il partito ecologista chiedono di fissare esplicitamente nella legge che il campo d’applicazione copre anche imprese senza sede statutaria in Svizzera. L’arti-

colo 964quinquiescapoverso 1 CO («Le imprese con sede, amministrazione principale o stabilimento principale in Svizzera») resterebbe, a loro parere, lettera morta, in quanto una disposizione corrispondente manca nel diritto internazionale privato e, secondo l’articolo 154 LDIP, le disposizioni di diritto societario sono applicate solamente alle società insediate in Svizzera. Chiedono che l’ordinanza o il rapporto esplicativo definisca esplicitamente le disposizioni sulla diligenza e la trasparenza come norme di applicazione necessarie del diritto svizzero conformemente all’articolo 18 LDIP (o anche come spiegazione subordinata dell’art. 160 LDIP).

4.2 Definizione della catena di approvvigionamento

La «coalizione IMR» e il Canton Vaud9 criticano il fatto che la definizione della catena di approvvigionamento di cui all’articolo 1 lettera d ODiT non includa tutti gli «attori rilevanti». A loro parere vanno contemplate, secondo i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani (UN Guiding Principles on Business and Human Rights, UNGP) e la guida

dell’OCSE sul dovere di diligenza, tutte le relazioni commerciali e in particolare anche la catena di approvvigionamento a valle (downstream) e non solamente la catena di approvvigionamento a monte (upstream) come previsto nell’avamprogetto. In merito alla definizione della catena di approvvigionamento, gli stessi partecipanti criticano anche il collegamento alla nozione di «responsabilità», che considerano troppo ristretta (possesso o proprietà) e chiedono che la definizione copra anche passaggi non fisici come il «commercio di transito» per proprio conto e per conto terzi.

Altri partecipanti10 chiedono lo stralcio del termine «trasporto» dall’articolo 1 lettera d numero 1 ODiT, ritenendo che la responsabilità dell’obbligo di diligenza spetti all’impresa che immette nella libera pratica del Paese i minerali o i metalli e non a quella che li importa.

5 Zürcher Handelskammer, Scienceindustries, Economiesuisse / SwissHoldings, PLD, Association for Sustainable Companies, Verein für nachhaltige Unternehmen, Association pour des entreprises durables, Associazione per le aziende sostenibili ASUCO, Swiss Banking Associazione svizzera dei banchieri ASB.

6 Cantoni di AG, SO, AI, AR, BS, FR, TG, VS, NW, LU, ZG, ZH, TI, SG.

7 Cantoni di NE, BE, VD, BL, GE.

8 Università di Neuchâtel, Zurigo e Berna.

9 Coalizione IMR, Canton Vaud.

10 Groupement des Entreprises Multinationales GEM, Fédération des Entreprises Romandes FER.