Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/76: Modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI): test Covid-19 in caso di rinvio coatto · 11 pagine

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Panoramica

A fronte degli sviluppi difficilmente prevedibili anche per quanto concerne le nuove mutazioni del virus e il crescente numero di contagi, la situazione del COVID-19 causa ancora serie difficoltà per il settore della migrazione. Ciò vale anche per l’esecuzione degli allontanamenti di persone obbligate a partire del settore degli stranieri e dell’asilo. Anche se la maggior parte delle frontiere sono di nuovo aperte, dopo la loro chiusura nella primavera del 2020, l’esecuzione di una decisione di allontanamento nella pratica resta, in parte, molto difficile. La maggior parte degli Stati d’origine o di provenienza, così come la maggior parte degli Stati Dublino, richiedono infatti un test COVID-19 negativo per la riammissione delle persone allontanate dalla Svizzera. Anche molte compagnie aeree esigono un test COVID-19 negativo per il trasporto. Succede sempre più spesso che persone obbligate a partire si rifiutino di sottoporsi al test COVID-19, per impedire in questo modo l’esecuzione dell’allontanamento nello Stato d’origine o di provenienza o nello Stato Dublino competente.

Al momento non esiste una base legale sufficiente per l’esecuzione coattiva dei test COVID-

19. A fronte dell’acuirsi della situazione occorre pertanto integrare una nuova norma nell’articolo 72 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20). Secondo tale norma le persone rientranti nel settore degli stranieri e dell’asilo sono tenute a sottoporsi a un test COVID-19 se cio è necessario per l’esecuzione dell’allontanamento o dell’espulsione. Ciò è il caso ove il test COVID-19 sia richiesto in virtù delle condizioni d’entrata dello Stato di origine, provenienza o Dublino oppure delle prescrizioni della compagnia aerea che effettua il trasporto. La persona che non ossequia tale obbligo può essere sottoposta contro la sua volontà a un test COVID-19, sempreché l’esecuzione dell’allontanamento o dell’espulsione non possa essere garantita con mezzi più lievi e sempreché l’esecuzione coattiva del test non metta in pericolo la salute della persona.

Il 23 giugno 2021 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione concernente la modifica della LStrI: test COVID-19 in caso di rinvio coatto. La consultazione si è protratta fino al 7 luglio 2021. In tutto sono pervenuti 45 pareri. Dei 23 Cantoni pronunciatisi, tutti tranne il Cantone VD approvano espressamente il progetto e trovano che lo stesso sia importante e necessario. Ciò vale anche per PLR e UDC. Anche la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDDGP), l’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) e l’Associazione dei servizi cantonali di migrazione (ASM) approvano espressamente il progetto. L’ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) per la Svizzera e il Liechtenstein plaude per principio alla creazione di una base legale e riconosce il legittimo interesse degli Stati ad allontanare dal loro territorio anche durante la pandemia di COVID-19 le persone oggetto di una decisione passata in giudicato. Il PES e il PSS respingono invece il progetto, così come i rimanenti partecipanti alla consultazione, quali istituzioni di soccorso, organizzazioni non governative e la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT).