Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/12: Modifica dell’ordinanza sull’assicurazione malattie (trasmissione di dati degli assicuratori nell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e la seconda parte delle misure di contenimento dei costi del pacchetto 1a) · 68 pagine

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4.2 Pareri sull’articolo 28 OAMal Cantoni La CDS nonché i Cantoni AG, AI, AR, BE, BL, BS, FR, GE, GL, GR, JU, LU, NE, NW, OW,

SG, SH, SO, SZ, TG, UR, VD, VS, ZG e ZH, considerata la responsabilità condivisa con la Confederazione in molti ambiti, esigono maggiore chiarezza in merito ai canali e alla periodicità di accesso ai dati degli assicuratori di cui i Cantoni hanno bisogno. Le modalità di accesso dei Cantoni a questi dati vengono delineate dal diritto d’esecuzione proposto (gli art. 28 cpv. 9, 28b e 28c AP-OAMal indicano tre possibili canali), ma non sono definite in modo sufficientemente concreto. La CDS è disposta ad affinare in questo senso l’avamprogetto in collaborazione con l’UFSP. In particolare, intende evitare che i Cantoni siano costretti a coprire il proprio fabbisogno di dati dettagliati annuali o infrannuali tramite una pubblicazione o richieste di utilizzazione particolari (art. 28b e 28c AP-OAMal). Secondo la CDS, nell’affinamento delle disposizioni di ordinanza sulla trasmissione dei dati ai Cantoni, va perseguita una soluzione che resti valida anche in caso di eventuale estensione dell’elenco dei compiti di cui all’articolo 21 capoverso 2 nLAMal (p. es. obiettivi di costo, cfr. messaggio del Consiglio federale del 10 novembre 2021 che prevede già una modifica in questo senso dell’articolo 21 nLAMal).

BE nota, per esempio, che l’articolo 28 capoverso 1 lettera c numero 10 OAMal prevede, per le prestazioni ambulatoriali, l’indicazione del numero delle consultazioni. Se in futuro per le cure ambulatoriali saranno applicate tariffe forfettarie, questa informazione potrebbe però non essere più disponibile.

Riguardo all’articolo 28 capoverso 1a OAMal, BS osserva che nel corrispondente passaggio del rapporto esplicativo si afferma che, nella rilevazione, il domicilio viene anonimizzato, ovvero approssimato al distretto o alla Grande Regione. A tal proposito, a detta di BS, bisognerebbe spiegare in che misura ciò sia compatibile con le basi legali secondo le quali il Consiglio federale può prevedere che i dati debbano essere trasmessi per singolo assicurato nel caso in cui i dati aggregati non siano sufficienti per l’adempimento di determinati compiti e i dati non possano essere raccolti in altro modo. BS evoca inoltre il disposto dell’articolo 28 capoverso 6 OAMal, secondo cui l’UFSP, per ridurre l’aggravio di lavoro, può collegare i dati di cui al capoverso 1 con altre fonti, laddove questo risulti necessario per adempiere i propri compiti di cui all’articolo 21 capoverso 2 nLAMal. Il capoverso 6 prevede altresì che per adempiere ulteriori compiti i dati di cui al capoverso 1 possono essere collegati soltanto con altre fonti di dati precedentemente anonimizzate. BS non ritiene adeguati il livello normativo e il grado di determinatezza della disposizione in considerazione del rischio di costruzione di un profilo della personalità. Inoltre, in linea di principio, un collegamento di dati anonimizzati non sarebbe possibile. Secondo BS, se si prevede di lavorare con valori di hash, la procedura da applicare dovrebbe quantomeno essere descritta nel rapporto esplicativo. Andrebbe poi chiarito (da parte dell’UFSP?) in che misura risulti necessaria un’anonimizzazione dei dati di cui al capoverso 1. Ciò, naturalmente, partendo dal presupposto che l’UFSP riceva dati anonimizzati.

JU considera vaga l’indicazione della periodicità di cui all’articolo 28 capoverso 1 e ritiene che nell’ordinanza andrebbero precisati il numero di trasmissioni all’anno nonché la loro frequenza. Propone quindi di sostituire il termine «regolarmente» con il numero di trasmissioni all’anno (una comunicazione per trimestre, per esempio). Per quanto riguarda la trasmissione dei dati in senso stretto, JU chiede sia precisato a livello di ordinanza il canale di comunicazione tra gli assicuratori e l’UFSP. A tal proposito, suggerisce di completare l’espressione «in formato elettronico» (cpv. 2) con il nome del canale di trasmissione dei dati securizzato. Questo canale dovrebbe idealmente essere unico e reso sicuro tramite misure tecniche appropriate (canali di trasmissione criptati). Se ancora non esiste, andrebbe quindi implementato in modo da ridurre al minimo i ciberrischi. In merito all’articolo 28 capoverso 5, JU rileva che in tale contesto, come sopra menzionato in relazione al capoverso 2, un canale di trasmissione unico e securizzato comporterebbe, a termine, un aggravio di lavoro ridotto per gli assicuratori e le autorità competenti ai fini dell’utilizzo dei dati. Riguardo all’articolo 28 capoverso 6, auspica infine che