Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/50: Legge federale sul commercio degli strumenti di tortura (Legge sugli strumenti di tortura, LSTor) · 9 pagine

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un lato è auspicabile una stretta collaborazione con tali Stati, dall’altro si dovrebbe evitare la cooperazione con quelli che fanno sistematicamente ricorso alla tortura, come l’Azerbaigian o la Turchia. La Svizzera dovrebbe inoltre chiedere di essere inclusa nel gruppo di coordinamento dell’UE sulla lotta contro la tortura e la Commissione europea dovrebbe essere automaticamente informata di ogni decisione dell’autorità svizzera competente.

Il PLR. I Liberali Radicali sostiene il progetto di legge e il relativo obiettivo, che si basa sulla raccomandazione del Consiglio d’Europa. Tuttavia, il partito chiede che l’onere amministrativo per le aziende esportatrici sia ridotto al minimo mediante la creazione di uno sportello unico presso l’autorità competente.

L’Unione Democratica di Centro (UDC) vuole astenersi dal dare una valutazione definitiva sino a quando il progetto di legge non sarà rivisto. Oltre alle preoccupazioni relative alla protezione dei dati, sostiene che non si possa escludere un’elusione del divieto attraverso una riesportazione di fatto all’estero. Richiede inoltre maggiori informazioni sul modo in cui un’infrazione all’estero possa essere punita e sull’atteggiamento da adottare nei confronti degli attori statali inadempienti.

5 Risultato della consultazione presso le cerchie interessate

Due dei 14 organismi che hanno espresso la loro posizione si oppongono al progetto di legge, mentre i restanti lo sostengono, pur presentando proposte di modifica.

Swissmem e scienceindustries non vedono la necessità di creare una nuova legge. scienceindustries ritiene che la raccomandazione del Consiglio d’Europa sia già rispettata con l’ordinanza sul controllo dei beni a duplice impiego (OBDI, RS 946.202.1), nell’ordinanza sull’autorizzazione dei medicamenti (OAMed, RS 812.212.1) e nell’ordinanza del DFI sugli elenchi degli stupefacenti (OEStup-DFI, RS 812.121.11). L’inclusione di tali beni in una nuova legge, con i relativi obblighi da parte delle aziende, porterebbe a inutili doppioni e a una maggiore incertezza riguardo alle autorità di autorizzazione e ai relativi processi. Economiesuisse accoglie con favore gli obiettivi del progetto di legge sui beni di tortura, ma esprime alcune riserve sulla sua struttura.

L’USS sostiene l’allineamento del progetto di legge al regolamento UE affinché la Svizzera non diventi un luogo di elusione. Anche l’Unione svizzera delle arti e mestieri e la Società dei capi di polizia delle città svizzere sostengono il progetto, così come l’ACAT, che sottolinea come esso soddisfi i requisiti della raccomandazione del Consiglio d’Europa e del regolamento antitortura dell’UE. Inoltre, a loro avviso, le sanzioni previste dal progetto di legge sono ritenute proporzionate e dissuasive.

Tuttavia, il contenuto del progetto di legge non è considerato sufficientemente ambizioso da tutte le cerchie coinvolte. La CNPT, ad esempio, valuta positivamente il fatto che il progetto sia ampiamente allineato alla raccomandazione del Consiglio d’Europa, ma si rammarica che non si colga l’occasione per emanare una legge più severa sulla prevenzione della tortura attraverso il divieto o il controllo sugli strumenti di tortura. Amnesty International dubita inoltre che l’attuale progetto di legge limiti effettivamente la disponibilità di strumenti che possono essere utilizzati per la tortura. Anche i GDS propongono modifiche che ampliano ulteriormente il progetto di legge.

Infine, una cittadina propone di estendere il campo d’applicazione della presente legge agli animali e di sancire al suo interno il divieto di sperimentazione e ricerca sugli animali. Reputa inoltre che la legge debba valere per le rappresentanze e le imprese svizzere all’estero e che il nostro Paese debba adoperarsi all’estero al fine di ottenere norme più severe contro la tortura, gli strumenti di tortura e le sperimentazioni sugli animali.