Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/50: Legge federale sul commercio degli strumenti di tortura (Legge sugli strumenti di tortura, LSTor) · 9 pagine
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Creazione di una commissione consultiva di esperti
I VERDI svizzeri, Amnesty International e i GDS chiedono la creazione di una commissione consultiva di esperti, il cui compito sarebbe quello di sostenere le autorità competenti nel verificare lo stato di aggiornamento degli elenchi di beni e nel fornire informazioni e pareri per la valutazione degli affari che richiedono un’autorizzazione. Inoltre, i VERDI svizzeri reputano che la commissione creata debba essere responsabile del monitoraggio dell’esecuzione della LSTor e che abbia la facoltà di interrogare l’autorità competente in merito alle autorizzazioni concesse. Ritengono inoltre che la competenza debba essere affidata alla Commissione per la prevenzione della tortura, a condizione che vengano messe a disposizione risorse adeguate.
Documentazione
Amnesty International e i GDS ritengono che tutte le procedure relative alle attività soggette ad autorizzazione o vietate dalla legge debbano essere documentate e conservate per almeno 10 anni. Le autorità competenti devono archiviare informazioni quali la quantità, il valore e la tipologia dei beni in questione, nonché le autorizzazioni rilasciate o rifiutate e le relative valutazioni dei requisiti per l’autorizzazione. Il PEV e l’ACAT ritengono che la legge debba ugualmente specificare per quanto tempo i dati devono essere conservati prima di essere cancellati.
3 Risultato della consultazione presso i Cantoni
Glarona, Grigioni e Neuchâtel non hanno espresso alcun parere.
Argovia, Appenzello Interno, Appenzello Esterno, Berna, Basilea Campagna, Basilea Città, Friburgo, Ginevra, Lucerna, Nidvaldo, Obvaldo, Sciaffusa, Soletta, San Gallo, Svitto, Ticino, Turgovia, Uri, Vaud, Vallese, Zugo e Zurigo sostengono il progetto legislativo. Alcuni di questi Cantoni accolgono con favore il fatto che questo progetto contribuisca al rispetto dei diritti umani e colmi il divario esistente da anni tra la legislazione svizzera e quella dell’UE.
Berna accoglie con favore il fatto che l’autorità di controllo e di perseguimento penale siano istituite a livello federale e gradirebbe che i Cantoni potessero esprimere il loro parere sulla determinazione degli elenchi di beni nell’ambito di una procedura di consultazione. Vaud chiede chiarimenti su come debba essere dimostrato nella pratica il rischio dell’uso di beni a scopo di tortura.
4 Risultato della consultazione presso i Partiti
Sono pervenuti i pareri di sei partiti, i quali nel complesso si dichiarano favorevoli al progetto. Quattro di essi hanno presentato proposte di modifica e integrazione.
L’Alleanza del Centro e il Partito socialista svizzero sostengono il progetto. Anche il PEV lo accoglie con favore, in quanto la legge soddisfa i requisiti della raccomandazione del Consiglio d’Europa e del regolamento anti-tortura dell’UE. Ritiene inoltre che le sanzioni previste dal progetto di legge siano proporzionate.
I VERDI svizzeri approvano il progetto del Consiglio federale, ma allo stesso tempo si rammaricano che tale progetto sia ridotto e disponga di risorse limitate per la sua esecuzione. La Svizzera dovrebbe dare l’esempio in questo campo e non limitarsi ad adottare gli standard dell’UE. Il partito chiede inoltre se le risorse disponibili siano sufficienti per svolgere un lavoro completo e accurato e se l’autorità competente abbia i mezzi necessari per cooperare e scambiare dati con le autorità competenti degli Stati membri del Consiglio d’Europa. Se da 4/9