Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/52: Modifica della legge sul diritto d’autore (LDA) · 44 pagine

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«salvatori della qualità del giornalismo» poco credibile. Secondo Google, la richiesta rivolta ai fornitori di versare un compenso alle imprese mediatiche per la visualizzazione di snippet poggia su due assunti: il primo consiste nel fatto che le grandi piattaforme come Google beneficiano finanziariamente delle prestazioni delle imprese mediatiche senza garantire loro un’adeguata compensazione; il secondo sul fatto che le imprese mediatiche stanno subendo da anni una pressione dal punto di vista finanziario a causa del calo degli introiti pubblicitari attribuibili alla digitalizzazione e allo sviluppo di nuovi modelli commerciali online. Google rileva che la prima considerazione è contenutisticamente errata e confutata dalla letteratura economica e giuridica nonché dall’AIR. Innanzitutto, la visualizzazione di snippet non nuoce alle imprese mediatiche, anzi, al contrario, ne beneficiano notevolmente. In secondo luogo, i fornitori di servizi della società dell’informazione distribuiscono già oggi elevati introiti finanziari agli editori di giornali. Secondo Google, sebbene la seconda considerazione sia in parte corretta, non giustifica l’introduzione di un diritto al compenso per gli snippet. Per quanto riguarda il valore specifico degli snippet per le piattaforme online, Google rinvia allo studio di Sistrix e sottolinea che in Svizzera solo il 2,8 per cento di tutte le richieste di ricerca condotte sul suo motore di ricerca ha effettivamente un nesso con le pubblicazioni giornalistiche. Di questo 2,8 per cento solo lo 0,27 per cento è effettivamente rilevante in un’ottica commerciale per Google, ovvero collegato ad annunci pubblicitari.

Viene contestata non solo la realizzazione di profitti da parte dei grandi fornitori di servizi della società dell’informazione, ma anche la questione di un eventuale fallimento del mercato che richiederebbe una regolamentazione. Aktion Medienfreiheit sostiene che i diritti di protezione affini avrebbero senso unicamente in presenza di un fallimento di mercato, ma non è questo il caso. Per motivare la sua posizione fa riferimento, tra l’altro, all’AIR. Non comprende, inoltre, perché la Confederazione continui a ignorare ampiamente le conclusioni dell’AIR, sostenendo invece l’avamprogetto. Nella sua presa di posizione, Aktion Medienfreiheit, si riferisce inoltre a un contributo di Reto M. Hilty, Florent Thouvenin e Cyrill P. Rigamonti, i quali vedono nella rinuncia esclusiva a un diritto di protezione affine in seno all’Europa la creazione di un nuovo segmento commerciale. Secondo gli autori, l’interesse degli europei per l’informazione non è destinato a diminuire solo perché non possono più trovare i contenuti senza restrizioni. Asut fa riferimento alla conclusione dell’AIR, secondo cui per gli utenti gli snippet non sostituiscono i contenuti giornalistici. L'associazione prosegue sottolineando che gli snippet generano traffico monetizzabile sui siti Internet delle imprese mediatiche e che queste ultime sono già oggi indennizzate tramite il rinvio a contenuti giornalistici con collegamenti ipertestuali. Basandosi anch’essa sull’AIR, Bibliosuisse afferma in sostanza che le imprese mediatiche e i servizi online sono concorrenti nell’acquisto della pubblicità, ma non per i contenuti d’informazione. Dal rapporto sui risultati commerciali delle grandi imprese mediatiche in Svizzera si evince chiaramente che le imprese mediatiche realizzano la maggior parte del loro fatturato con i servizi digitali e non più con le prestazioni giornalistiche o i prodotti giornalistici nell’ambito della stampa tradizionale. Società digitale sostiene che la digitalizzazione abbia innescato una dissociazione degli introiti pubblicitari dai contenuti giornalistici. In Svizzera sarebbero state soprattutto le grandi imprese mediatiche ad aver favorito questo fenomeno. Infatti, i grandi gruppi di editori gestiscono insieme tutte le piattaforme rilevanti per le offerte di lavoro, gli annunci immobiliari e automobilistici nonché la piccola pubblicità sull’Internet destinato all’utenza svizzera. Prima della digitalizzazione queste entrate servivano a finanziare il giornalismo, ma non perché le imprese mediatiche si sentissero obbligate nei confronti del giornalismo, bensì più che altro perché avevano bisogno del giornalismo per creare un contesto in cui poter vendere gli annunci. Ora sono proprio questi grandi gruppi di editori che, sebbene non siano più disposti a finanziare il giornalismo con le entrate del business pubblicitario (come nel passato), sono i primi a pretendere denaro dai servizi online. Non si comprende quindi perché per finanziare il giornalismo debbano essere usati unicamente gli introiti pubblicitari dei servizi online e non anche quelli dei gruppi di editori. Per quanto concerne il fallimento del mercato, Google sottolinea che l’AIR conclude che, nei casi in cui gli snippet risultano rilevanti (ossia nel mercato del consumo), sono soprattutto le imprese mediatiche (e non viceversa) a beneficiarne in maniera notevole. Gli estensori dell’AIR osservano indizi di un determinato squilibrio unicamente per quanto riguarda il mercato pubblicitario online non orientato al consumo. Früh/Hilty/Picht/Thouvenin sostengono che un intervento sul mercato mediatico tramite l’introduzione di un diritto al compenso per le pubblicazioni giornalistiche non corregga un fallimento del mercato, ma costituisca piuttosto un mero servizio di trasferimento. Tuttavia, è fortemente probabile che l’entità degli introiti sia troppo ridotta per poter raggiungere l’obiettivo previsto, ossia continuare a garantire la qualità e il pluralismo dei media.

Ampliamento del bacino di utenza delle imprese mediatiche (traffico monetizzabile)

L’avamprogetto viene criticato perché non attribuisce sufficiente importanza al fatto che le imprese mediatiche traggono beneficio dall’uso degli snippet in termini di ampliamento del pubblico monetizzabile e trascura che tali imprese sono libere di decidere se desiderano che le loro pubblicazioni giornalistiche appaiano o meno sotto forma di snippet (BL, OW, ZH, PS, PVL, UDC, Aktion Medienfreiheit, Associazione svizzera dei droghieri, Bibliosuisse, DUN, Google, GPVL, HotellerieSuisse, LES-CH, Swico). Tuttavia, il vantaggio in termini di bacino di utenza per le imprese mediatiche non viene valutato in modo uguale da tutti i partecipanti e per alcuni gioca un