Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/52: Modifica della legge sul diritto d’autore (LDA) · 44 pagine
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sensazionalistico o dell’«acchiappa clic» noto come clickbaiting (ZH, I Verdi, PVL, PS, UDC, AMF, Associazione svizzera dei droghieri, Società digitale, Swico). PVL, I Verdi e AMF temono che questo approccio non favorisca il giornalismo di alta qualità, bensì il giornalismo sensazionalistico. Non è chiaro come si possa impedire che si sviluppi un modello commerciale basato sui clic (clickbaiting) attraverso l’uso di titoli sensazionalistici. Il rapporto esplicativo del 24 maggio 2023, presentato all’apertura della procedura di consultazione, menziona sì un diritto al compenso commisurato all’adempimento del fabbisogno di informazioni, ma la formulazione è estremamente vaga, il che rende la sua attuazione altamente improbabile.
Il PS dubita che prevedendo un diritto di protezione affine a favore delle imprese mediatiche si riesca a raggiungere l’auspicato effetto di riequilibrio del mercato e un compenso equo per le prestazioni giornalistiche. Il partito non capisce come si possa incentivare un giornalismo basato su valori democratici in questo modo. Al contrario, teme addirittura che ne venga ostacolata la diffusione: come sempre nel contesto del diritto d'autore, sarebbero i contenuti più popolari a ottenere la maggior parte degli introiti. In genere, però, i contenuti di maggior successo non sono quelli più rilevanti per la democrazia o che incentivano il dibattito, bensì quelli più superficiali, sensazionalistici e/o polarizzanti. Pertanto un diritto di protezione affine incentiverebbe ulteriormente la produzione di contenuti di questo genere. Il PS presenta quindi una controproposta, secondo cui il processo attuale andrebbe invertito, introducendo un diritto al compenso per gli autori con la partecipazione delle imprese mediatiche. L’UDC esprime gli stessi dubbi del PS: «[…] il est à craindre que les éléments à succès, donc ceux qui produiront le plus de revenus, seront des titres à sensations, des sujets à la mode et des contributions clivantes. Or il serait injustifié de favoriser publiquement des contenus à faible valeur démocratique ajoutée tels que la presse de boulevard et les enquêtes inabouties et montées en épingle, qui se multiplient aujourd’hui déjà»10. Swico si sofferma in dettaglio sui possibili incentivi sbagliati e ritiene che il confronto con l’UE dimostri, tra le altre cose, che con la soluzione proposta non si favorisce il giornalismo di qualità, ma che, al contrario, un diritto di protezione affine per le imprese mediatiche con una gestione collettiva non farebbe altro che ricompensare il clickbaiting. I titoli esca e il giornalismo sensazionalistico metterebbero così a repentaglio il futuro della cultura tradizionale del dibattito politico pubblico. Se non si mostrassero più gli snippet nei link condivisi, si potrebbe verificare una limitazione al collegamento ipertestuale, cosa che renderebbe più difficile per chi legge formarsi un’opinione completa. I tentativi di implementare un sistema del genere in altri Paesi europei hanno dimostrato che gli effetti rivendicati – p. es. in relazione al giornalismo politico e regionale o a una maggiore copertura mediatica culturale – non si verificano in alcun modo. Le grandi imprese mediatiche trarrebbero profitto in modo sproporzionato dalla tassa sui link riscossa mediante la gestione collettiva imposta col progetto, mentre i piccoli editori risulterebbero penalizzati. L’onere aggiuntivo delle tasse tariffarie potrebbe essere scaricato indirettamente sui consumatori svizzeri, senza che venga generato alcun valore aggiunto in termini sociali o giornalistici. Inoltre, per Swico le spiegazioni del rapporto esplicativo11, secondo cui altri Paesi avrebbero introdotto un analogo diritto di protezione affine, non paiono convincenti, soprattutto perché la regolamentazione europea non è attualmente applicabile e non sta generando maggiori introiti per le imprese mediatiche. Inoltre Swico teme che l’introduzione di un diritto di protezione affine creerebbe una «breccia» per altri gruppi d’interesse, dato che gli snippet sarebbero soggetti a un compenso solo a favore del settore delle imprese mediatiche.
Difficoltà di valutazione del rapporto costi/benefici (rischio di mancata indicizzazione)
Viene espresso scetticismo non solo in relazione agli incentivi che l’avamprogetto potrebbe fornire alle imprese mediatiche (n. 2.3.4), ma anche in relazione all’utilità della normativa (BL, LES-CH, Società digitale) nonché alle possibili ripercussioni negative per i media e alla diffusione di informazioni rilevanti per la democrazia (BE, BL, BS, OW, SH, ZH, PVL, I Verdi, AMF, COFEM, DUN, GPVL, Società digitale). Tali timori sono espressi non solo da chi critica l’avamprogetto in generale, ma anche da chi lo sostiene. Il rischio principale della normativa proposta viene identificato – non da ultimo a causa delle esperienze maturate all’estero – nella possibile mancata indicizzazione delle pubblicazioni giornalistiche nei risultati di ricerca o nella limitazione delle prestazioni offerte dai grandi fornitori di servizi della società dell'informazione (BS, I Verdi, PVL, AMF, COFEM, DUN, GPVL).
Per BL non sono chiaramente identificabili né la necessità di regolamentazione e né gli attesi effetti positivi derivanti dal diritto al compenso proposto. Anche LES-CH dubita dell’utilità del progetto, poiché molte imprese mediatiche opterebbero per offerte a pagamento e si finanzierebbero sempre più attraverso abbonamenti anziché mediante introiti pubblicitari. Di conseguenza resta aperta la questione della necessità di un diritto di protezione affine per i media ovvero dell'effettiva utilità di una soluzione del genere per sostenere il settore mediatico a lungo termine. BS menziona gli effetti difficilmente stimabili (rapporto costi/benefici) del progetto. Né la Confederazione
10 […] c’è motivo di temere che gli elementi di successo, quindi quelli che produrranno più introiti, saranno titoli sensazionalistici, argomenti di moda e contributi polarizzanti. Sarebbe ingiustificato favorire pubblicamente contenuti di scarso valore democratico aggiunto come i tabloid, le indagini incompiute e le montature, che già oggi sono in aumento (traduzione libera).
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