Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/59: Iv.pa. Diritto di voto e di elezione attivo per i sedicenni · 13 pagine

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Diritto di voto a partire da 16 anni (Iv. Pa. 19.415) – Sintesi dei risultati della consultazione

liceale ha lo scopo di consolidare e rendere più organica la formazione politica. In

quest’ottica, l’iniziativa sarebbe utile.

Secondo la DOJ, la Sessione dei giovani, il JUPABE, il Junge Rat Basel-Stadt, la Jubla, la NCBI, la Rete svizzera diritti del bambino, il Movimento Scout Svizzero, la FSAG, la

CFIG, Salute sessuale Svizzera e l’UNICEF, i giovani si interessano e dispongono delle competenze necessarie per esprimere un voto informato.

La CFIG, i Jeunes du Centre e Pro Juventute ritengono che anticipare la partecipazione dei giovani alle decisioni politiche agevoli la loro integrazione nella società, accrescendone,

secondo i Jeunes du Centre, la fiducia nella democrazia.

Ad avviso dei Jeunes du Centre i progetti cantonali tesi a ridurre a 16 anni l’età del diritto di voto non dovrebbero rallentare l’attuazione dell’iniziativa sul piano federale, dato che una regolamentazione nazionale uniforme è preferibile ad adeguamenti e modifiche cantonali.

Aggiungono, inoltre, che l’ipotesi secondo cui i giovani sedicenni eserciterebbero il diritto di voto meno spesso di quanto facciano altre fasce d’età non costituisce un argomento valido.

Contrari

Il CP considera irragionevole accordare l’esercizio dei diritti politici a chi non ha ancora raggiunto la maggiore età civile. A suo avviso, chi per legge non è considerato idoneo ad assumersi determinate responsabilità personali, non può a maggior ragione prendere

decisioni che hanno implicazioni per l’intero Paese. Prevedere una tale possibilità equivale, secondo il CP, a svilire il diritto di voto. A ciò si aggiunge la distinzione tra diritto di voto e di eleggibilità, la quale non fa che corroborare questa visione peggiorativa del diritto di voto.

Per il CP, il fatto che, a lungo termine, alcune decisioni politiche abbiano un impatto maggiore sui giovani non giustifica la riforma proposta. In quest’ottica, si domanda perché allora il limite di età non potrebbe essere fissato anche al di sotto dei 16 anni. Il partito dubita, infine, che le modifiche auspicate possano ampliare in modo sostanziale la cerchia dei votanti e degli elettori dato che, a suo avviso, i giovani (compresi i giovani adulti) non nutrono un grande interesse per la politica.

Un privato, A.S., ritiene che i giovani tra i 16 e i 18 anni non dispongano delle competenze politiche necessarie per esercitare il diritto di voto. Se dovessero entrare in vigore, le

modifiche proposte potrebbero avere un impatto negativo a lungo termine sull’economia e sulla società.

Altre osservazioni

Ad avviso dei Jeunes du Centre, della Rete svizzera diritti del bambino e di Pro

Juventute, l’educazione civica deve essere adeguata ed ampliata in modo tale da consentire ai giovani di tutte le fasce sociali di acquisire le competenze di cui necessitano per esercitare il diritto di voto. Secondo i Jeunes du Centre, l’iniziativa offre anche l’occasione di

promuovere la formazione politica al livello secondario I. Pro Juventute reputa che ciò implicherebbe un aumento delle risorse da mettere a disposizione questo ambito. Forte della sua esperienza nel campo, Pro Juventute sarebbe pronta ad impegnarsi in tal senso.