Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/59: Iv.pa. Diritto di voto e di elezione attivo per i sedicenni · 13 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 9Fedlex · Rapporto sui risultati

Diritto di voto a partire da 16 anni (Iv. Pa. 19.415) – Sintesi dei risultati della consultazione

3.4 Movimenti politici giovanili, organizzazioni interessate e privati Favorevoli

La DOJ, la Sessione dei giovani, il JUPABE, il Junge Rat Basel-Stadt, la Jubla, la NCBI, i Jeunes du Centre, la Rete svizzera diritti del bambino, il Movimento Scout Svizzero, la

FSAG, Salute sessuale Svizzera e l’UNICEF sostengono l’iniziativa poiché incoraggia i giovani a partecipare e ad interessarsi alla vita politica. Al riguardo è citato uno studio

secondo cui maggiore è il numero di giovani che vivono la loro prima esperienza di voto entro i 20 anni, più elevata dovrebbe essere la partecipazione elettorale a lungo termine. La Rete svizzera diritti del bambino sostiene che i giovani partecipano già in vari modi ai processi politici. Il fatto dunque di ammetterli al voto già a 16 anni sarebbe un modo per riconoscere e incentivare ulteriormente tale partecipazione. Pro Juventute condivide questo parere e vede nel provvedimento anche uno stimolo alla responsabilità e al senso civico personali.

La DOJ, la Sessione dei giovani, il JUPABE, il Junge Rat Basel-Stadt, la Jubla, la NCBI, la Rete svizzera diritti del bambino, il Movimento Scout Svizzero, la FSAG, Salute

sessuale Svizzera, Pro Juventute e l’UNICEF ritengono, inoltre, che l’abbassamento dell’età del diritto di voto rafforzerebbe la democrazia; secondo la CFIG e la FSAG, infatti, le decisioni politiche godrebbero di una più ampia legittimazione.

Le organizzazioni summenzionate, come pure i Jeunes du Centre, sottolineano che sotto il profilo demografico, le modifiche proposte possono ridurre, in una certa misura, l’età mediana dell’elettorato. Tanto più che secondo la CFIG, i Jeunes du Centre, Salute sessuale

Svizzera, la Sessione dei giovani e la Jubla, è sul futuro dei giovani che le decisioni prese in votazione popolare – p. es. in ambito climatico – hanno un impatto maggiore.

La DOJ, la Sessione dei giovani, il JUPABE, il Junge Rat Basel-Stadt, la Jubla, la NCBI, la Rete svizzera diritti del bambino, il Movimento Scout Svizzero, la FSAG, Salute

sessuale Svizzera e l’UNICEF approvano esplicitamente la separazione tra voto attivo e passivo come proposto nell’articolo 143 Cost. Per alcune di queste organizzazioni, il pieno esercizio dei diritti civili e una piena responsabilità penale sono condizioni imprescindibili per ricoprire una carica esecutiva.

La DOJ, la Sessione dei giovani, il JUPABE, il Junge Rat Basel-Stadt, la Jubla, la NCBI, la Rete svizzera diritti del bambino, il Movimento Scout Svizzero, la FSAG, Salute

sessuale Svizzera e l’UNICEF appoggiano le modifiche proposte anche perché attuano l’articolo 12 della Convenzione sui diritti del fanciullo.

La DOJ, la Sessione dei giovani, il JUPABE, il Junge Rat Basel-Stadt, la NCBI, la Rete svizzera diritti del bambino, il Movimento Scout Svizzero, la FSAG, Salute sessuale

Svizzera e l’UNICEF sottolineano che la società riconosce già alcuni diritti e libertà ai

sedicenni (maggiore età sessuale, libera scelta della religione) ma impone anche degli obblighi (più grande responsabilità penale, obbligo contributivo in caso di attività

professionale a partire da 17 anni). L’esercizio del diritto di voto non fa dunque che

completare questi diritti e obblighi. Al riguardo, la Jubla rileva che i sedicenni si fanno già carico di numerose e svariate responsabilità in ambito associativo.

Per la DOJ, i Jeunes du Centre, la Sessione dei giovani, il JUPABE, il Junge Rat Basel-

Stadt, la Jubla, la NCBI, il Movimento Scout Svizzero, la FSAG, Salute sessuale

Svizzera, la CFIG, Pro Juventute, l’UNICEF et la SSIS, ridurre a 16 anni l’età del diritto di voto equivale a consolidare l’educazione civica consentendo ai giovani votanti di raccogliere esperienze pratiche. Al riguardo la SSIS rammenta che l’attuale riforma della maturità