Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/79: Pa.Iv. Garantire la prassi dei casi di rigore secondo l'articolo 50 LStrI in caso di violenza nel matrimonio · 62 pagine

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bourg, se le donne hanno subito violenza poco dopo il matrimonio e il relativo ricongiungimento familiare, al trauma dell’abuso si aggiunge la paura del rimpatrio, poiché l’interruzione della convivenza nei tre anni dopo il matrimonio metterebbe in forse il permesso di dimora della persona giunta in Svizzera grazie al ricongiungimento familiare. Secondo il CHUV10, i familiari che si ricongiungono vengono regolarmente minacciati dai loro partner violenti di essere rispediti nel loro Paese nel caso cerchino aiuto (dello stesso parere anche CLAFG). La Stiftung gegen Gewalt an Frauen und Kindern segnala che alle donne migranti vittime di violenza domestica viene spesso detto dagli aggressori che perderanno il loro statuto di soggiorno se si separano, o secondo il BIF viene costantemente ripetuto loro che le autorità non crederebbero alle loro dichiarazioni. Il CSI aggiunge che le vittime di violenza domestica avrebbero difficoltà a rinnovare il permesso di dimora dopo un divorzio o una separazione, ponendole in un’effettiva relazione di dipendenza.

La Frauenhaus St. Gallen sottolinea che la paura nei confronti degli aggressori è spesso così grande che le vittime preferiscono cambiare Cantone per allontanarsi il più possibile, il che è sovente impossibile, perché sono vincolate al Cantone da cui provengono a causa del loro statuto di soggiorno.

Interrompere rapidamente la spirale della violenza

L’ACES afferma che il ciclo della violenza deve essere interrotto il più rapidamente possibile per proteggere le vittime in maniera efficace. Solidarité sans frontières conferma tale affermazione, asserendo che è molto importante che si faccia tutto il possibile affinché le vittime di violenza domestica e i loro figli possano lasciare il più rapidamente possibile la casa in cui si sono consumate le violenze ed essere portati in salvo. Anche la Frauenhaus St. Gallen si esprime a favore del fatto che le persone vittime di violenza possano separarsi dagli aggressori nel modo più rapido e meno burocratico possibile, in modo da ridurre ulteriori danni gravi alla salute, ma anche affinché i figli possano crescere in un ambiente privo di violenza. La Frauenhaus Winterthur conferma che è importante sostenere le donne che hanno subito violenza a causa dei rischi che comporta la spirale di violenza per esse e per gli altri membri della famiglia, soprattutto per ridurre i rischi per i figli e offrire loro l’opportunità di superare la violenza subita mediante un approccio che tenga conto del trauma vissuto. Il CSVD sottolinea che esperienze prolungate e sempre più intense di violenza peggiorano le conseguenze della violenza sia per la vittima adulta sia per i suoi figli, con possibili costi per il settore sociale e della sanità.

Secondo Le Réseau femmes* e F-Information, il lavoro di prevenzione con le vittime mira a riconoscere i primi segnali di violenza, intervenire, incoraggiare a proteggersi e limitare il prima possibile i numerosi effetti sulla persona, sulle relazioni o sulla comunità.

Valutazione degli indizi di violenza domestica

In base alle loro esperienze Association découvrir, Frauenhaus Winterthur e ODAS affermano che le prove di violenza non sono riconosciute dalle autorità competenti o lo sono solo in misura insufficiente. Secondo l’Association découvrir, questo vale in particolar modo quando si tratta di violenza psicologica, manipolazione, intimidazione o minacce. L’ODAS scrive che in molti casi la presenza di violenza domestica non è stata presa sufficientemente in considerazione o le vittime non sono state coinvolte dalle autorità nel processo decisionale. In alcuni casi, la situazione ha persino portato alla separazione della vittima dai propri figli, ordinata dalle autorità. Questo genera insicurezza nelle vittime e induce molte di esse a

10 Per ulteriori informazioni, si veda: Jacqueline De Puy, Virginie Casellini-Le Fort, Nathalie Romain-Glassey, Enfants exposés à la violence dans le couple parental, Unité de médecine des violences – Centre universitaire romand de médecine légale, 2020, 119 p.