Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 196 pagine
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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente la revisione della LCIP (revisione completa)
Secondo FMP, l’obbligo di affiliazione per i fornitori di prestazioni ambulatoriali non accelererà l’introduzione della CIP in Svizzera e farà gravare su questi professionisti costi e oneri amministrativi di dubbia utilità. A parere dell’associazione, è necessario rinunciare a tale obbligo fintantoché non genera un valore aggiunto misurabile per i fornitori di prestazioni e per i pazienti. FMP chiede quindi che l’applicazione del capoverso 1 sia limitata ai «fornitori di prestazioni del settore stazionario».
Capoverso 2 lettera b:
FMP è contraria per principio a sanzioni inflitte per omissioni amministrative che non hanno nulla a che vedere con la qualità delle cure somministrate. Pur comprendendo che lo Stato necessiti di una leva per attuare la nuova regolamentazione, FMP ritiene sproporzionata una multa di 250 000 franchi: una sanzione così elevata sarebbe fatale per la maggior parte dei fornitori di prestazioni ambulatoriali e non è certamente questa l’intenzione del legislatore. L’associazione propone quindi di allinearsi alla multa massima prevista dalla LAMal (art. 38 cpv. 2 lett. b, 47a cpv. 6 lett. b, 47b cpv. 2 lett. b e 59 cpv. 1 lett. c) e di prevedere alla lettera b «una multa fino a 20 000 franchi».
Lettere c e d:
FMP considera le disposizioni di cui alle lettere b e c del tutto sproporzionate e ne chiede lo stralcio senza sostituzione.
Capoverso 7:
FMP chiede che il progetto per la creazione delle basi legali per le disposizioni che derogano alla LCIP venga sottoposto all’Assemblea federale al più tardi entro un anno. Dall’articolo 19h capoverso 7 AP-LCIP andrebbe quindi stralciata l’espressione «dopo tale proroga».
Secondo FSP, le sanzioni per i fornitori di prestazioni che non adempiono all’obbligo di affiliarsi a una comunità o a una comunità di riferimento certificata o all’obbligo di registrare i dati dei pazienti nelle rispettive CIP sono ammissibili solo previa attuazione del finanziamento iniziale e dell’indennizzo tariffario chiesti dalla stessa FSP. La federazione auspica inoltre che sia precisato che la multa fino a 250 000 franchi sarà graduata in funzione della dimensione del fornitore di prestazioni.
H+ chiede che le possibili sanzioni vengano stralciate o, in subordine, ridotte a un livello ragionevole (ossia in misura consistente). L’associazione ritiene che le sanzioni non eliminino nemmeno parzialmente gli ostacoli tecnici e amministrativi che finora hanno impedito la diffusione della CIP e suggerisce piuttosto di introdurre incentivi. Secondo H+, proponendo tra le possibili sanzioni il ritiro temporaneo o definitivo dell’autorizzazione, il Consiglio federale rischia di aggravare ulteriormente la situazione del settore delle cure già sotto pressione dal punto di vista finanziario e del personale.
La proposta incontra tuttavia la comprensione di una minoranza dei membri di H+, secondo i quali la sola convinzione dell’esistenza di un valore aggiunto purtroppo non basterebbe, dato che l’interesse per la digitalizzazione non è diffuso ovunque. Inoltre, molti ospedali avrebbero già adempiuto all’obbligo di affiliazione, mentre altri starebbero volutamente adottando una tattica attendista. Per i membri di H+ in questione serve quindi uno strumento che permetta di attuare l’obbligo. Tuttavia, anche i fautori delle sanzioni chiedono di limitarle a un livello ragionevole (p. es. al massimo 100 000 franchi e stralcio del ritiro dell’autorizzazione).
Secondo HIN, vi è ragione di temere che i medici prossimi a una cessione o a una cessazione dell’attività siano indotti a ritirarsi prematuramente a causa dell’obbligo di affiliazione alla CIP; alla luce dell’attuale penuria di personale qualificato, tale obbligo potrebbe mettere ulteriormente sotto pressione il settore. L’associazione ritiene quindi che la disposizione vada precisata come segue: «Il Consiglio federale prevede eventuali deroghe». In alternativa si potrebbero prevedere periodi transitori appropriati.
Hirslanden sottolinea che le sanzioni devono rispettare il principio della proporzionalità. Il catalogo di sanzioni proposto, che giunge fino al ritiro dell’autorizzazione, andrebbe riesaminato da questo punto di vista.