Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 196 pagine
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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente la revisione della LCIP (revisione completa)
it-rm osserva che sarebbe meglio puntare su incentivi piuttosto che sulla repressione. Ritiene peraltro che la sanzione del ritiro dell’autorizzazione sia in contrasto con l’articolo 67 CP e che l’autorità decisionale non possa essere la Confederazione, ma soltanto un tribunale. Secondo it-rm, anche il divieto di esercizio e l’importo della multa sono eccessivi. L’associazione formula inoltre considerazioni e domande sul diritto procedurale e critica il fatto che, a causa dell’articolo 19e dell’avamprogetto, il diritto penale non possa essere applicato in modo uniforme in tutto il Paese.
NEK ritiene sufficiente la sanzione del ritiro dell’autorizzazione, ma sproporzionate le multe fino a 250 000 franchi. Chiede quindi lo stralcio del capoverso 2 lettera b.
ospita sottolinea che le sanzioni devono rispettare il principio della proporzionalità. Il catalogo di sanzioni proposto, che giunge fino al ritiro dell’autorizzazione, andrebbe riesaminato da questo punto di vista.
Per palliative.ch, con l’introduzione della CIP i fornitori di prestazioni sono chiamati a sostenere costi aggiuntivi considerevoli che, nella maggior parte dei casi, non sono coperti dalle tariffe in vigore. Propone pertanto la seguente integrazione del capoverso 1: «La Confederazione disciplina l’indennità da riconoscere ai fornitori di prestazioni per i costi aggiuntivi da questi sostenuti in relazione alla CIP».
Secondo pharmaSuisse, le sanzioni sono sproporzionate e i controlli estremamente onerosi o addirittura impossibili (si pensi p. es. alla verifica del caricamento dei documenti nel quadro dei consulti medici). L’associazione rammenta che l’obiettivo a lungo termine è l’affiliazione alla CIP di tutti i professionisti della salute. A suo parere, quindi, durante il periodo transitorio e fino all’attuazione della revisione sarebbe importante promuovere attivamente l’adesione dei fornitori di prestazioni e l’utilizzazione della CIP andrebbe presentata come un’opportunità e non come un obbligo imposto con sanzioni irragionevoli. Per queste ragioni, pharmaSuisse chiede lo stralcio delle sanzioni e l’introduzione di tariffe degressive per i professionisti che utilizzano rapidamente e volontariamente la CIP.
santésuisse propone l’aggiunta di un capoverso 2bis del seguente tenore: «Se un fornitore di prestazioni viola l’obbligo di affiliazione o l’obbligo di registrare dati dei pazienti nelle rispettive cartelle informatizzate, il suo diritto alle prestazioni ai sensi della presente legge decade».
Per SBK e EVS è comprensibile che tutti i fornitori di prestazioni siano sottoposti all’obbligo di affiliazione, dato che l’utilità della CIP è direttamente proporzionale alla sua diffusione. Le due associazioni intravvedono però alcuni ostacoli. Alla luce della situazione sul fronte delle tariffe per le cure di lunga durata, molti professionisti della salute che operano nel campo dell’assistenza sanitaria di base ambulatoriale come indipendenti o piccole imprese (p. es. infermieri) non dispongono del margine di manovra necessario per investire in una nuova infrastruttura digitale e affiliarsi a una comunità di riferimento. SBK e EVS sottolineano quindi la necessità di un finanziamento iniziale e di adeguamenti tariffali a favore dei fornitori di prestazioni e ritengono che sanzioni quali il ritiro dell’autorizzazione non risolvano il vero problema, ossia la mancanza di risorse finanziarie, e mettano a rischio l’assistenza sanitaria di base.
EVS è inoltre del parere che l’attuale sistema tariffario non indennizzi in alcun modo nuovi compiti come la registrazione di dati nella CIP, mentre per SBK vanno armonizzati i diversi sistemi di finanziamento cantonali delle comunità di riferimento nonché i costi residui dei fornitori di prestazioni (art. 7 OPre), tenendo conto delle differenze a livello di benchmark.
SBK e EVS propongono quindi le seguenti modifiche:
Capoverso 1: «I fornitori di prestazioni devono affiliarsi a una comunità o comunità di riferimento certificata di cui all’articolo 11 lettera a LCIP. La Confederazione e i Cantoni concedono finanziamenti iniziali. Gli adeguamenti tariffali sono fissati nella LAMal».
Capoverso 2: «L’autorità di vigilanza di cui all’articolo 38 capoverso 1 può, dopo averne valutato la proporzionalità, infliggere le seguenti sanzioni ai fornitori di prestazioni che violano l’obbligo di affiliazione a una comunità o una comunità di riferimento certificata o il loro obbligo di registrare i dati dei pazienti nelle relative cartelle informatizzate: […]».