Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 196 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente la revisione della LCIP (revisione completa)

SVDE critica la mancanza di precisione dell’articolo 9a in merito all’assicurazione malattie: si dispone che la Confederazione decide quali dati gli assicuratori-malattie possono memorizzare nella CIP, ma non si specificano le informazioni che questi ultimi possono visualizzare. Non avrebbe più senso chiarire questo punto? Non dovrebbero essere coinvolte anche le assicurazioni contro gli infortuni?

Capoverso 5 lettera a:

SWR non vede il nesso tra autodeterminazione informativa e non utilizzo della CIP. Il paziente esercita l’autodeterminazione informativa se si oppone all’apertura della CIP e al suo utilizzo in caso di emergenza, ma non se non ha ancora acceduto alla sua CIP. A questo proposito, SWR ritiene problematico che si parta dal presupposto che i pazienti si oppongono all’accesso di emergenza se non hanno ancora effettuato un primo accesso alla CIP, a maggior ragione se si considera che il 72 per cento della popolazione svizzera ha difficoltà nella gestione digitale delle informazioni sanitarie, ossia vanta un livello problematico o carente di alfabetizzazione sanitaria digitale. Proprio in caso di emergenza può essere importante accedere a questi dati (p. es. terapie farmacologiche, allergie). Per questo motivo, SWR propone lo stralcio dell’articolo 9 capoverso 5 lettera a: «abbia acceduto alla propria cartella informatizzata; e».

Secondo unimedsuisse, la possibilità per gli assicuratori-malattie di caricare documenti amministrativi nella CIP comporta il rischio di una perdita di fiducia da parte dei pazienti. È opportuno rinunciare a questa opzione fintantoché un’ampia parte della popolazione, avendone riconosciuta l’utilità, non accetterà e utilizzerà la CIP. L’articolo 9a va quindi stralciato.

4.1.15 Art. 9b

1 I pazienti possono accedere ai propri dati nella cartella informatizzata o registrarveli tramite applicazioni sanitarie dotate di un’interfaccia standard.

2 Il Consiglio federale definisce i requisiti relativi all’interfaccia standard per applicazioni sanitarie e la configurazione di base del grado di riservatezza dei dati a cui le applicazioni sanitarie possono accedere e per quanto tempo. Il paziente può adeguare tale configurazione.

GDK (Comitato direttivo) condivide l’opinione della Confederazione secondo cui ai pazienti dovrebbe essere consentito l’accesso alla CIP dalle applicazioni sanitarie (app), senza con questo integrare le applicazioni direttamente nella CIP. Quello delle applicazioni sanitarie è un mercato di grandi dimensioni e non è possibile garantire che tutti i prodotti soddisfino i requisiti di qualità. Creando un’interfaccia e informando esplicitamente gli utenti della CIP sui rischi, è possibile soddisfare le esigenze della popolazione senza mettere a rischio la sicurezza di questo strumento e favorendone l’ulteriore sviluppo.

GDK osserva che l’espressione «applicazioni sanitarie» è definita in modo molto ampio e lascia quindi spazio a varie interpretazioni. Occorre valutare se non siano opportune precisazioni all’interno del messaggio, in modo che in futuro, oltre agli esempi citati, anche sistemi esperti come i check vaccinali possano essere collegati alla CIP tramite un’interfaccia. Da qui la seguente richiesta: nel messaggio, il Consiglio federale deve definire l’espressione «applicazioni sanitarie» in modo che questa includa anche sistemi esperti.

Secondo LU, l’accesso alla CIP da parte di applicazioni sanitarie di terzi, il cui livello di sicurezza non è stato preventivamente verificato e che non necessitano di certificazione, rappresenta un rischio non solo per i dati dei pazienti, ma anche per la sicurezza operativa e per l’accettazione della stessa CIP. Anche la trasmissione di dati delle applicazioni alla CIP deve essere adeguatamente protetta o criptata. L’interfaccia standard deve quindi soddisfare un elevato livello di sicurezza ed essere controllata regolarmente.

Capoverso 1:

NE vede nel capoverso 1 un rischio per la sicurezza e chiede che sia consentito un accesso in sola scrittura. Propone quindi la seguente formulazione: «I pazienti possono registrare dati tramite applicazioni sanitarie dotate di un’interfaccia standard».

NW osserva che l’incaricato della protezione dei dati richiama l’attenzione sul fatto che l’accesso alla CIP tramite applicazioni sanitarie di terzi, il cui livello di sicurezza non è stato