Rapporto esplicativo
Consultazione 2023/10: 19.456 n Iv. pa. Schneeberger. Le prestazioni destinate alla prevenzione costituiscono attualmente un compito importante dei fondi di previdenza con prestazioni discrezionali · 13 pagine
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cui le loro entrate e i loro valori patrimoniali servano esclusivamente alla previdenza professionale. Nell’obiettivo di previdenza sono comprese le prestazioni che sono in relazione con quello che è considerato lo scopo principale, ossia le prestazioni che sono strettamente legate ai rischi di vecchiaia, di morte e d’invalidità. Nella prassi attuale, le autorità fiscali riconoscono che i fondi padronali di previdenza possono anche fornire prestazioni legate a «scopi secondari» che non rientrano sotto la definizione restrittiva della previdenza professionale, in particolare per sostenere i destinatari che si trovano in situazioni di bisogno, ad esempio in caso di malattia, d’infortunio, d’invalidità o di disoccupazione.
2.3 Necessità d’intervenire e obiettivi
La Commissione riconosce l’importante ruolo sociale svolto dai fondi padronali di previdenza. Oltre alle prestazioni strettamente legate alla previdenza professionale, che contribuiscono ad attenuare le conseguenze economiche legate alla vecchiaia, a un decesso o all’invalidità, i fondi padronali di previdenza possono già fornire nella prassi un sostegno finanziario in situazioni di malattia, infortunio o disoccupazione. Queste prestazioni sono ad ogni modo autorizzate unicamente nei casi in cui contribuiscano ad attenuare una situazione di bisogno dei destinatari.
La Commissione ritiene che la prassi attuale, segnatamente per quel che concerne la valutazione del criterio del bisogno, sia troppo restrittiva e dipenda eccessivamente dall’interpretazione che ne danno le autorità di vigilanza. La Commissione non rimette in discussione il fatto che lo scopo principale di un fondo padronale di previdenza deve restare il miglioramento della previdenza professionale. Per quanto riguarda gli «scopi secondari» dei fondi padronali di previdenza, essa auspica tuttavia che venga fatta la necessaria chiarezza a livello giuridico e che i consigli di fondazione dispongano di un più ampio margine di manovra. Sarebbe quindi opportuno affrancarsi in parte dal criterio della situazione di bisogno, per far sì che i fondi padronali di previdenza siano autorizzati a versare prestazioni di prevenzione in situazioni di bisogno, nei casi di conciliabilità tra la vita famigliare e la vita professionale e nell’ambito della salute.
A titolo di esempio, la situazione attuale non permette a un fondo padronale di previdenza di finanziare una vaccinazione volontaria contro l’influenza o le zecche, di fornire prestazioni in caso di malattia, infortunio o disoccupazione, a meno che la situazione di bisogno venga comprovata per ogni specifico caso, né di offrire prestazioni per le spese legate alla cura di un figlio malato o di congiunti, o ancora di fornire prestazioni che permettano di prevenire o evitare casi di rigore.
I fondi padronali di previdenza sono finanziati in modo unilaterale e su base volontaria dai datori di lavoro. Il capitale del fondo di previdenza non può ritornare al fondatore, ma deve essere utilizzato per conseguire gli scopi – primari o secondari – definiti negli statuti della fondazione. Una migliore definizione a livello giuridico delle prestazioni autorizzate nell’ambito degli «scopi secondari» e una lieve estensione di questi ultimi permetteranno di creare degli incentivi atti a fare in modo che questi capitali vengano impiegati a favore dei salariati, dei pensionati e dei superstiti.