Rapporto esplicativo
Consultazione 2023/100: Revisione parziale della LAVS: adeguamento delle rendite per superstiti · 67 pagine
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disposto con l’articolo 8 CEDU. La sentenza della Grande Camera della Corte EDU è definitiva e ha acquisito carattere vincolante a partire dal giorno della sua emanazione.
Poiché ogni autorità amministrativa e giudiziaria svizzera è tenuta ad applicare la CEDU conformemente alla giurisprudenza della Corte EDU, la Svizzera ha dovuto adottare tutte le misure necessarie per evitare il reiterarsi della violazione constatata dalla Corte EDU. Siccome sarebbe stato impossibile adeguare rapidamente le basi legali rispettando l’iter legislativo, l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha emanato direttive in materia, introducendo così un regime transitorio, in vigore dall’11 ottobre 2022. Da allora, la rendita per vedovi dell’AVS non si estingue più al raggiungimento della maggiore età da parte dell’ultimo figlio. La sentenza della Corte EDU e il regime transitorio non hanno effetto retroattivo e non riguardano altre situazioni in cui esistono ancora disparità di trattamento tra vedove e vedovi, in particolare per quanto concerne le persone senza figli o divorziate. Questo regime transitorio, i cui costi sono stimati a 12 milioni di franchi all’anno, terminerà al momento dell’entrata in vigore del presente progetto.
1.4 Obiettivi
1.4.1 Parità di trattamento
Uniformando l’età di riferimento a 65 anni per uomini e donne, la riforma AVS 21 ha soppresso una delle due disparità di trattamento esistenti nell’ambito del diritto alle prestazioni dell’AVS. Con il presente progetto si intende eliminare anche la disparità tra uomini e donne inerente ai requisiti per beneficiare di una rendita per superstiti. Se in passato l’intento di tutelare finanziariamente le mogli, da cui non si poteva ragionevolmente esigere di iniziare o riprendere un’attività lucrativa dopo la morte del coniuge, giustificava una protezione molto più ampia accordata alle donne, oggi un tale trattamento privilegiato non appare più opportuno in tutti i casi. Inoltre si constata un’evoluzione dei ruoli familiari, cosicché anche un vedovo può ritrovarsi in una situazione precaria se il sostentamento familiare era garantito essenzialmente dalla moglie.
Occorre però anche tenere conto delle realtà sociali e delle condizioni di accesso e di partecipazione al mercato del lavoro di uomini e donne. Dagli studi sulla situazione economica dei superstiti9 emerge che i vedovi si trovano di regola in una condizione migliore rispetto alle vedove. Contrariamente agli uomini, le donne tendono infatti maggiormente a lavorare a tempo parziale, a maggior ragione quando diventano madri, mentre il grado d’occupazione degli uomini resta elevato indipendentemente dalla situazione familiare10. Le conseguenze di una vedovanza divergono quindi tra uomini e donne: è stato rilevato che le vedove sono più sovente esposte a un rischio di precarietà finanziaria rispetto ai vedovi in età lavorativa.
In base alle statistiche disponibili per il 2022, circa l’86 per cento degli uomini con figli di età inferiore ai 15 anni lavora a tempo pieno, mentre per le donne la quota corrispondente ammonta al 22 per cento. Tra il 78 per cento di donne con figli della
9 Gabriel et al. 2022, pag. 108 segg.; Wanner e Fall 2012, pag. 81.
10 UST 2021, pag. 26.