Rapporto esplicativo
Consultazione 2023/100: Revisione parziale della LAVS: adeguamento delle rendite per superstiti · 67 pagine
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suddetta fascia d’età occupate a tempo parziale, il 42 per cento circa ha un grado di impiego inferiore al 50 per cento. Date queste circostanze, la diminuzione di reddito in caso di vedovanza tende a essere più difficile da compensare per le donne.
Malgrado l’accresciuta partecipazione delle donne al mercato del lavoro, le conseguenze economiche di una vedovanza divergono quindi tra uomini e donne. Una modifica dei requisiti per la concessione delle rendite per superstiti deve pertanto tenere conto non solo dell’imperativo della parità di trattamento, ma anche dei bisogni di protezione degli assicurati.
1.4.2 Adeguare la regolamentazione all’evoluzione della società
Oltre a un’accresciuta presenza femminile nel mercato del lavoro, si registra anche un’evoluzione delle forme familiari, testimoniata dall’aumento dei genitori non sposati e delle famiglie ricomposte. Le economie domestiche con figli di età inferiore ai 25 anni sono costituite in gran parte da coppie sposate (74 %), le quali nel 96 per cento dei casi formano una famiglia non ricomposta e nel 4 per cento una famiglia ricomposta, vale a dire a un nucleo familiare in cui vive almeno un figlio nato da una relazione precedente. Le coppie formate da genitori conviventi rappresentano quasi un decimo delle economie domestiche con figli di meno di 25 anni (9 %)11. Occorre pertanto tenere conto di questi cambiamenti delle strutture familiari e, in presenza di figli, prevedere prestazioni per superstiti indipendenti dallo stato civile.
Inoltre, alla luce del numero crescente di donne che esercitano un’attività lucrativa, dell’accentuata penuria di manodopera e di personale qualificato nonché dell’evoluzione della ripartizione dei ruoli in seno alla famiglia e nella vita professionale, la concessione di rendite per superstiti vita natural durante non appare più giustificabile.
1.5 Storia delle rendite per superstiti dell’AVS
Sin dalla sua entrata in vigore nel 1948, la LAVS prevedeva misure a sostegno delle vedove. L’alto grado di dipendenza economica delle mogli nei confronti dei mariti e le difficoltà per le donne di integrarsi nel mercato del lavoro giustificavano un miglioramento della protezione sociale delle donne. La rendita per vedove doveva quindi permettere alle donne che avevano perso il proprio coniuge di provvedere al proprio sostentamento. Quando fu concepita, una delle considerazioni fondamentali fu quella dell’esigibilità dell’avvio o della ripresa di un’attività lucrativa da parte delle vedove. Dall’introduzione dell’AVS, le condizioni del diritto alla rendita in questione hanno subìto pochi cambiamenti (cfr. messaggio sulla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020)12.
L’AVS prevedeva altresì un’indennità unica per le vedove che non avevano diritto alla relativa rendita, ossia le mogli senza figli che, alla morte del marito, non avevano ancora compiuto i 30 anni o erano sposate da meno di cinque anni (cfr. messaggio del
11 UST 2021, pag. 9.
12 FF 2015 1, in particolare 89