Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/101: Revisione parziale della Legge federale sull’eliminazione di svantaggi nei confronti di disabili (Legge sui disabili, LDis) · 44 pagine
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Nel complesso, la revisione parziale della LDis è vista come un potenziale passo in avanti nella protezione dei diritti delle persone con disabilità, ma l’avamprogetto solleva perplessità in relazione alla sua effettiva applicabilità e al suo impatto reale sulla vita quotidiana dei diretti interessati.
3.1 Cantoni e Conferenze dei Governi cantonali
I Cantoni sono in linea di principio favorevoli alla revisione, ritenuta in grado di migliorare le pari opportunità delle persone con disabilità e di favorire il riconoscimento e la promozione delle lingue dei segni. Tutti i Cantoni hanno tuttavia anche espresso preoccupazioni e sottolineato che occorre chiarire determinati punti per evitare qualsiasi incertezza giuridica.
3.2 Partiti politici
I pareri dei partiti politici divergono fortemente.
Il PLR plaude agli sforzi compiuti per garantire le pari opportunità delle persone con disabilità e approva il riconoscimento delle lingue dei segni nella LDis. D’altro canto è però scettico sull’estensione della protezione contro la discriminazione, ricordando che il Consiglio federale si è sempre opposto a una legge generale contro la discriminazione e che manca un consenso politico chiaro su questo punto: il Parlamento ha infatti respinto una mozione per rafforzare la protezione contro la discriminazione legata all’età, mentre il Consiglio nazionale ha accolto una proposta volta a includere l’orientamento sessuale nella LPar. Il PLR ricorda inoltre l’iniziativa per l’inclusione, che porrà tra l’altro la questione di una nuova revisione della LDis. Pertanto suggerisce di rinviare qualsiasi misura finché la situazione non sarà più chiara.
Secondo il PSS, è necessario rivedere in misura sostanziale l’avamprogetto coinvolgendo sistematicamente le persone con disabilità e le organizzazioni e associazioni che le rappresentano. Per questo partito, la proposta non risponde alle esigenze di revisione, in particolare per quanto concerne l’adempimento dei criteri stabiliti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CDPD; RS 0.109) e l’adeguamento del diritto svizzero agli obblighi internazionali. Poiché si tratta della prima revisione della legge dal 2004, è a maggior ragione importante prevedere modifiche in ambiti quali i trasporti pubblici o l’accesso alle costruzioni e agli impianti. Qualora il Consiglio federale dovesse confermare l’avamprogetto malgrado le critiche delle persone con disabilità, il PSS chiede di provvedere agli aggiustamenti auspicati nel parere di Inclusion Handicap.
L’UDC è contraria sia alla proposta di obbligare i privati a procedere ad accomodamenti e adeguamenti delle loro prestazioni, sia all’estensione della LDis ai rapporti di lavoro retti dal Codice delle obbligazioni. È inoltre poco convinta della reale utilità di un riconoscimento delle lingue dei segni nella LDis, ma non la osteggia esplicitamente. Secondo l’UDC, in assenza di una base costituzionale chiara la promozione delle lingue dei segni spetta innanzitutto ai Cantoni.
L’Alleanza del Centro propone di elaborare una legge specifica sulle lingue dei segni al fine di promuovere una società inclusiva che tenga debitamente conto dei bisogni e dei diritti delle persone sorde e audiolese. È inoltre del parere che tale riconoscimento giuridico sia cruciale per migliorare la situazione di queste persone e preservare la loro identità culturale. La legge dovrebbe offrire una base legale per il riconoscimento delle lingue dei segni e prevedere provvedimenti concreti per promuoverle e garantire le pari opportunità alle persone in questione. Per il resto, l’Alleanza del Centro approva la revisione proposta della LDis, segnatamente il divieto di discriminare le persone nei rapporti di lavoro a causa della loro disabilità, e sottolinea l’importanza degli accomodamenti ragionevoli per favorire l’impiego delle persone con disabilità. Sostiene altresì l’estensione del divieto di discriminazione ai privati che forniscono prestazioni al pubblico, nella misura in cui i costi per i datori di lavoro e i privati restino sostenibili. Per favorire la lotta contro la discriminazione, l’Alleanza di Centro condivide infine il rafforzamento delle agevolazioni a livello processuale.
Pur plaudendo al fatto che il Consiglio federale abbia riconosciuto la necessità di rivedere la LDis, I Verdi criticano l’avamprogetto di legge proposto rinviando alle prese di posizione di Inclusion Handicap e