Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/16: Modifica dell’ordinanza del DEFR concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali · 40 pagine
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sformazione del latte e resa obbligatoria se necessario. La CDCA afferma inoltre che la riduzione degli effettivi di suini e pollame proposta non è una misura idonea, rappresenta un’ipoteca sulla pianificazione dell’approvvigionamento di derrate alimentari e deve pertanto essere rivista.
Il Cantone di Lucerna osserva che il fabbisogno di scorte obbligatorie e quindi di silos può essere in futuro soggetto a cambiamenti a causa del mutato comportamento dei consumatori.
Il Cantone di Sciaffusa prevede una forte resistenza da parte degli agricoltori qualora venisse resa obbligatoria una riduzione degli effettivi di bestiame. La considera un’eventualità di cui bisogna tenere conto. Il Cantone ritiene che la scadenza di due mesi per la prevista riduzione dell’allevamento di suini e pollame sia impegnativa da rispettare. Si chiede se le capacità di macellazione siano sufficienti. Non andrebbero inoltre calcolati due mesi, non essendo sempre chiaro fin dall’inizio quanto durerà una crisi.
Il Cantone di Turgovia respinge l’idea che in una situazione di penuria tutti i cereali debbano essere disponibili per l’alimentazione umana. Seconda la durata della crisi ciò potrebbe avere un impatto negativo sugli effettivi dei bovini, che a loro volta forniscono alimenti ricchi di proteine per l’alimentazione umana attraverso il latte. Tenendo anche conto della riduzione del volume delle scorte obbligatorie per gli alimenti ricchi di proteine, il Cantone di Turgovia valuta questo aspetto come critico. Soprattutto in caso di incidente nucleare non sarebbe possibile garantire l’approvvigionamento di animali da reddito che consumano foraggio grezzo; in simili gravi situazioni si disporrebbe infatti per l’alimentazione di una quantità nettamente inferiore di questo foraggio proveniente dalle rese dei pascoli.
La Conferenza dei direttori cantonali dell’agricoltura (CDCA) propone che la diminuzione degli
effettivi di suini e pollame non incominci dal prodotto finale, bensì all’inizio del processo produttivo nella produzione di suinetti e uova per l’incubazione. Ciò consentirebbe di ridurli in modo graduale. La carne di maiale e pollame potrebbe essere inclusa nelle razioni per la popolazione come alimento fresco e di alta qualità. Non sarebbero inoltre necessari abbattimenti anticipati ed elaborate operazioni di stoccaggio. Sulla base di queste considerazioni, la CDCA chiede di aumentare il quantitativo di alimenti per animali rispetto a quello previsto nel progetto posto in consultazione. Sottolinea inoltre che non si è tenuto conto dei cambiamenti nei consumi e nelle abitudini alimentari. Gli approcci semplici di un piano di alimentazione non sarebbero sufficienti a includere anche gli aspetti psicologici e a minimizzare il rischio di acquisti dettati dal panico, soprattutto all’inizio di una situazione di penuria. La CDCA critica anche il fatto che ora si distingua solo tra cereali per l’alimentazione umana, di cui 40 000 tonnellate devono essere prive di glutine, e cereali a doppio uso. La precedente differenziazione tra singoli tipi e qualità di cereali verrebbe abbandonata. Reputa questa visione eccessivamente semplificata. La CDCA ritiene che raggruppare le categorie non sia efficace e respinge la soluzione.
Cereali senza glutine
La Conferenza dei direttori cantonali dell’agricoltura (CDCA) giudica superflua la differenziazione tra cereali normali e senza glutine. La AEP non deve tenere esplicitamente conto di una minoranza. L’assenza di differenziazione semplificherebbe la logistica e la gestione dei magazzini. Se fosse introdotta potrebbe dare presto adito ad altre richieste particolari.