Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/16: Modifica dell’ordinanza del DEFR concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali · 40 pagine
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Compendio
L’ordinanza del DEFR concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali ha suscitato notevole interesse nella procedura di consultazione, in particolare presso le imprese direttamente interessate e le loro associazioni economiche. Sono pervenuti 60 pareri. Nel quadro della consultazione si sono espressi 23 Cantoni e la Conferenza dei direttori cantonali dell’agricoltura (CDCA), tre partiti politici, 24 organizzazioni economiche dei settori agricoltura, alimentazione e costituzione di scorte obbligatorie, tre associazioni di altri settori e sei imprese che tengono scorte obbligatorie.
La plausibilità della strategia alla base della modifica dell’ordinanza viene messa in discussione nella maggior parte dei pareri. In particolare viene criticata la decisione di determinare le scorte obbligatorie in funzione di un’interruzione di 12 mesi delle importazioni, che numerosi pareri considerano assai improbabile.
La maggior parte dei Cantoni è fondamentalmente favorevole alla modifica dell’ordinanza del DEFR concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali. I Cantoni Giura e Turgovia e la CDCA respingono in gran parte il progetto. Numerosi Cantoni dubitano che il termine di due mesi per la riduzione degli effettivi degli animali sia sufficiente.
I tre partiti che hanno espresso il proprio parere sono favorevoli a un aumento delle scorte obbligatorie. L’UDC chiede un incremento delle scorte obbligatorie maggiore di quello previsto nel progetto. Il PS fa riferimento all’importanza delle collaborazione internazionale. Il Centro e l’UDC sollevano la questione riguardante l’abolizione del divieto di prelevare contributi per il fondo di garanzia sulla produzione interna, in discussione nella revisione della legge sull’approvvigionamento del Paese.
La maggior parte delle imprese e delle loro organizzazioni economiche che hanno espresso il loro parere respinge il progetto. Sull’aumento delle scorte obbligatorie di oli e grassi commestibili le opinioni sono discordanti. Da un lato, la costituzione di maggiori scorte di oli commestibili viene accolta favorevolmente alla luce della forte dipendenza dalle importazioni. Dall’altro si sostiene che i grassi vegetali mancanti possono essere in parte sostituiti, in caso di penuria, da grassi animali.
I progetti nel settore dei cereali vengono invece respinti dalla maggior parte delle imprese e delle organizzazioni economiche. Il previsto ampliamento è ritenuto troppo esteso. Si critica inoltre il fatto che il progetto preveda un aumento dei cereali a doppio uso (adatti all’alimentazione sia di animali sia umana) e una parziale riduzione di alimenti ricchi di proteine per l’alimentazione di animali. Ne deriverebbe un indebolimento dell’obbligo di costituire scorte obbligatorie di alimenti per animali a favore dell’alimentazione umana. La conseguente più rapida riduzione degli effettivi di bestiame in una situazione di penuria non è accettata per ragioni etiche e pratiche. In questo contesto, vari pareri lamentano la mancanza di una regolamentazione dell’indennità per gli allevatori interessati dall’obbligo di riduzione degli effettivi di bestiame. Alcune fanno rilevare fra l’altro che all’inizio di una situazione di penuria le mucche da latte hanno bisogno anche di foraggi concentrati provenienti dalle scorte obbligatorie. Viene ripetutamente fatto presente che il pane non può essere prodotto unicamente con cereali a doppio uso e che il loro stoccaggio sarebbe più oneroso dal punto di vista aziendale e quindi più costoso di quello dei cereali da foraggio o dei cereali panificabili. Una maggioranza di imprese e associazioni chiede pertanto di costituire meno scorte obbligatorie di cereali, di rinunciare alla riduzione di alimenti ricchi di proteine per l’alimentazione di animali e di limitare la percentuale di cereali a doppio uso.