Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/50: Revisione parziale della legge sulle epidemie · 179 pagine

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Rapporto sui risultati della consultazione sulla revisione parziale della legge sulle epidemie (LEp)

livello di legge. AÄV è del parere che spetti alle società di specialità stabilire il contenuto e la portata dell’aggiornamento, il cui riconoscimento incombe all’ISFM.

Secondo AG, FR, GL, LU, NE, TG, VD e VKS sarebbe opportuno sancire nell’articolo 19a capoverso 1 lettera c l’obbligo di tenere un registro per consentire lo scambio di informazioni tra le strutture nel caso di trasferimenti di pazienti che presentano delle resistenze. TI propone di aggiungere la lettera e al capoverso 1 per prescrivere la tenuta di registri di portatori di agenti patogeni resistenti a determinate sostanze antimicrobiche, al fine di informare le strutture sanitarie.

BE, FR, GL, NE, TG, VD e VKS approvano in linea di massima gli sforzi profusi per limitare le sostanze antimicrobiche e per fare in modo che gli antibiotici siano prescritti soltanto se apportano benefici reali. VS sostiene i programmi di tutela della salute pubblica che rappresentano una risposta mirata agli attuali rischi sanitari come l’aumento di batteri e virus resistenti ai medicamenti (antibiotici e antivirali) e offrono quindi una certa garanzia che i medicamenti non perdano la loro efficacia contro malattie gravi come la polmonite o la meningite.

KomABC nonché EFBS, IFIK, SGSH e SSI deplorano che nella legge attuale non vi sia una base che permetta, se necessario, di obbligare i laboratori a partecipare alla sorveglianza delle resistenze. FAMH aggiunge che si potrebbero obbligare i laboratori a mettere a disposizione dei centri di competenza statistiche sulle resistenze agli antibiotici, precisando tuttavia che andrebbe disciplinata la rimunerazione di simili provvedimenti.

BE, VD, ZH e Privatim fanno notare che la disposizione di cui al capoverso 1 lettera b non è sufficientemente precisa, in considerazione dell’ingerenza nei diritti fondamentali, del principio di legalità e delle esigenze che ne derivano in termini di densità normativa. Sostengono infatti che se le istituzioni del settore sanitario sono assoggettate all’obbligo, anche le persone interessate dal trattamento dei dati personali subiscono un’intromissione nel loro diritto fondamentale all’autodeterminazione informativa, sebbene il capoverso 1 lettera b si riferisca unicamente alle istituzioni del settore sanitario. Chiedono quindi che venga creata una base legale corrispondente. BE domanda che sia introdotta nella legge una base supplementare per il trattamento dei dati in questione. BL consiglia di inserire un rimando alla base legale per i provvedimenti disposti ai sensi del capoverso 1 lettera b dal punto di vista delle persone interessate.

AG, SG nonché AHS, BK-SBK sono favorevoli all’obbligo di aggiornamento dei medici che prescrivono sostanze antimicrobiche. AG consiglia di sottoporre gli aggiornamenti al controllo delle società di specialità. NVS e OdA AM approvano l’obbligo di aggiornamento regolare per medici e farmacisti sull’uso dei medicamenti antibiotici.

Per SGSH, SSI, Swissnoso e USB la circoscrizione del presente articolo alle resistenze antimicrobiche può comportare il rischio che la sorveglianza di microorganismi importanti sotto il profilo epidemiologico non sia coperta. USB e USZ ritengono pertanto opportuno menzionare gli esperti da consultare. Secondo USZ il Consiglio federale deve poter essere obbligato a ricorrervi.

ALETHEIA, AS, LIBERTÉ, MV esigono lo stralcio dell’articolo senza sostituzione. ALETHEIA ritiene più opportuno che questa tematica sia disciplinata nella LATer. AS fa notare che le analisi non possono essere obbligatorie e dal canto suo N.I.E. sottolinea che non ci dev’essere un’imposizione in tal senso. MV propone di mantenere invariata la normativa vigente, rammentando che in Svizzera, nel confronto internazionale, gli antibiotici sono prescritti con una certa moderazione.

ABBV, Economiesuisse, GRIP, Interpharma e SVV approvano i provvedimenti volti a promuovere l’uso appropriato degli antibiotici e sottolineano l’importanza fondamentale di creare incentivi di mercato per questi medicamenti.

ARTISET e Senesuisse si dicono preoccupate per il fatto che le attività descritte (cpv. 1 lett. a–d) sono svolte solitamente dal personale infermieristico su prescrizione medica e a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) o rientrano direttamente nell’ambito di competenza dei medici. Spiegano che pochissime istituzioni sociosanitarie assumono direttamente