Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/50: Revisione parziale della legge sulle epidemie · 179 pagine

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Rapporto sui risultati della consultazione sulla revisione parziale della legge sulle epidemie (LEp)

avsga, BAV, BLAV, GSASA, PharmaSuisse, SVPh e Sphf pretendono che gli oneri supplementari derivanti dall’obbligo previsto siano indennizzati a copertura dei costi. Dal canto suo, Spitex aggiunge che questi provvedimenti devono essere interamente a carico dei soggetti che si assumono le spese. DVSP chiede che i costi delle cure palliative in istituti di lunga degenza siano coperti dall’ente pubblico.

NEK nonché IDS NE, SGBE e Uni GE sono del parere che il concetto di «infezioni associate alle cure» debba essere definito esplicitamente, affinché non s’intendano unicamente i rischi di infezione legati agli interventi ma anche le infezioni che potrebbero essere contratte nel contesto delle cure in generale.

AHS, PINK CROSS e SGCH auspicano che nell’ambito dell’articolo 19 il Consiglio federale abbia la facoltà di obbligare i medici ad aggiornarsi regolarmente in materia di malattie trasmissibili. ZG è dell’opinione che ai capoversi 2 e 3 bisognerebbe prevedere l’obbligo di aggiornamento per i farmacisti e i veterinari.

AZ, MFR e Réinfo Santé esigono che sia mantenuto il principio della sovranità dei Cantoni in materia di sanità. Secondo ALETHEIA, il Consiglio federale non deve entrare nel merito della sussidiarietà, in quanto non è di sua competenza. LIBERTÉ ritiene che si possa stralciare l’articolo, dato che il Consiglio federale dovrebbe eseguire e non decidere, anche in materia di malattie trasmissibili.

AeG LU, BBV e SVHA ritengono l’intero articolo inopportuno e ne chiedono lo stralcio. Per BBV e SVHA la prevenzione delle resistenze è importante, ma avviene a prescindere dalla comparsa di un’epidemia e non durante la stessa. Reputano pertanto opportuno finanziare e sostenere in modo sufficiente e duraturo Swissnoso e Anresis.ch, mentre criticano l’assenza di una base fattuale.

BE e NE sono dell’opinione che per il ricondizionamento di dispositivi medici, specie nel caso di epidemie ed endemie, occorra attenersi all’ordinanza relativa ai dispositivi medici (ODmed).

ARTISET e Senesuisse sottolineano il carattere potestativo della norma (art. 19 cpv. 2 lett. a) e l’esigenza di applicarla unicamente a condizione che ciò risulti adeguato e proporzionale. In particolare gli istituti medico-sociali di piccole dimensioni devono poter fare capo alla competenza specialistica dei Cantoni, necessaria ai fini dell’implementazione. Altrimenti, il Cantone deve garantire il finanziamento del ricorso a esperti esterni e dell’attuazione di eventuali provvedimenti.

GE è del parere che anche i laboratori privati, specie quelli che collaborano con case per anziani e di cura, dovrebbero sottostare ai requisiti di cui al capoverso 2 lettera a e alla vigilanza da parte del Consiglio federale.

GE fa notare che l’espressione «se sono necessari provvedimenti uniformi in tutta la Svizzera» di cui al capoverso 2 lettera a numero 1 potrebbe essere fuorviante, in quanto potrebbe far pensare che ci si riferisca unicamente a situazioni riguardanti l’intera Svizzera.

NE propone di integrare in questo articolo la medicina veterinaria conformemente al concetto One Health.

VS caldeggia programmi a tutela della salute pubblica che forniscano una risposta mirata agli attuali rischi sanitari, come l’aumento di batteri e virus resistenti ai medicamenti.

VERDI sostiene esplicitamente i provvedimenti proposti dal Consiglio federale per prevenire le infezioni associate alle cure negli ospedali, nelle cliniche e in altre istituzioni del settore sanitario.

CER-VD consiglia di introdurre un capoverso che tematizzi il ruolo dell’informazione dell’opinione pubblica in generale rispetto ai pericoli delle malattie trasmissibili e alla loro prevenzione.

H+ constata che la nuova competenza del Consiglio federale in termini di sussidiarietà rappresenta una pesante ingerenza nella competenza dei Cantoni e dei partner tariffali e della qualità. Sostiene inoltre che i moduli di intervento e di sorveglianza che gli ospedali devono integrare dovrebbero essere finanziati integralmente e per nessuna ragione essere considerati «inclusi nelle tariffe», tanto