Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/50: Revisione parziale della legge sulle epidemie · 179 pagine
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Rapporto sui risultati della consultazione sulla revisione parziale della legge sulle epidemie (LEp)
4.3.4 Art. 19–19a (prevenzione nelle strutture, prevenzione delle resistenze antimicrobiche)
Pareri generali sugli articoli 19–19a
GDK, AG, BE, BL, BS, FR, GR, JU, LU, OW, SG, SH, TG e VSKT propongono di verificare, nell’ottica degli obiettivi della LATer e della LEp e dell’approccio One Health perseguito nella LEp in revisione, se non sia opportuno integrare nella LEp tutte le norme legate alle resistenze antimicrobiche sia nell’ambito della medicina umana che della medicina veterinaria. ZH sottolinea che il fatto di focalizzarsi solo sugli aspetti della medicina umana per l’individuazione precoce e la sorveglianza non permette di coprire l’intero spettro e che per un’individuazione precoce e una sorveglianza efficaci è fondamentale perseguire l’approccio One Health.
Per avsga, BAV, BLAV, GSASA, PharmaSuisse, Sphf e SVPh sarebbe importante definire l’espressione «altre istituzioni del settore sanitario», poiché negli articoli 19 e 19a figura senza ulteriori precisazioni.
BL esige che i nuovi compiti e obblighi dei Cantoni siano quantificati nell’ottica delle necessarie risorse umane e di altro genere.
TG chiede che sia disciplinato esplicitamente il finanziamento dell’accertamento di focolai di malattie le cui prestazioni non possono essere conteggiate in base alle tariffe ordinarie.
PLR propone di prevedere strumenti per il coordinamento internazionale.
EFBS è convinta che la registrazione sistematica dei «dati di routine» sulle resistenze antimicrobiche nei batteri clinicamente rilevanti sia d’importanza fondamentale.
EKK constata che varie basi legali contenute nell’AP-LEp non dispongono della densità normativa necessaria per rappresentare una clausola di delega valida a favore del Consiglio federale o di altre autorità preposte all’esecuzione della relativa legge.
BK-SBK esige che i progressi conseguiti a livello ospedaliero siano estesi in modo più sistematico all’ambito della medicina veterinaria, al fine di registrare e valutare l’impiego di antibiotici negli animali le cui infezioni e malattie sono facilmente trasmissibili all’essere umano e viceversa.
Art. 19 Rubrica e cpv. 2 lett. a
Provvedimenti di prevenzione nelle strutture
2Il Consiglio federale può:
a. obbligare gli ospedali, le cliniche e le altre istituzioni del settore sanitario a:
1. rispettare determinati processi aziendali o svolgere programmi di sorveglianza, se sono necessari provvedimenti uniformi in tutta la Svizzera o se ciò è indispensabile per garantire la sicurezza dei pazienti, al fine di prevenire le infezioni associate alle cure,
2. decontaminare, disinfettare e sterilizzare i loro dispositivi medici.
ABBV, Economiesuisse, GRIP, Intergenerika, Interpharma, scin, SVDI e SVV fanno notare, riferendosi al capoverso 2 lettera a numero 2, che i dispositivi medici certificati CE, se utilizzati correttamente in base alle indicazioni dei fabbricanti, dovrebbero essere puliti e ricondizionati . Auspicano pertanto che tale approccio venga applicato soltanto a dispositivi non medici. Intergenerika, scin e SVDI sostengono inoltre che questo capoverso è già contenuto nell’attuale LEp ed è dunque superfluo.
NEK nonché DVSP, IDS NE, SAMW, SGBE, Uni GE e WiBeG chiedono che le strutture per le cure di lunga durata siano inserite esplicitamente tra le «istituzioni del settore sanitario». Rimarcano inoltre che per le strutture sanitarie di piccole dimensioni non è realistico istituire un proprio reparto di prevenzione delle infezioni, in grado di elaborare i necessari adeguamenti in tempo reale in caso di crisi, e che sarebbe quindi opportuno prevedere per le strutture più grandi, in particolare gli ospedali cantonali e universitari, l’obbligo di fornire consulenze esterne.