Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/50: Revisione parziale della legge sulle epidemie · 179 pagine
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Rapporto sui risultati della consultazione sulla revisione parziale della legge sulle epidemie (LEp)
GDK, AG, AI, BE, BL, BS, FR, GR, GL, JU, LU, NW, OW, SG, SH, TG, TI e VD approvano il fatto che
la libertà di viaggiare e la mobilità dei frontalieri sia trattata in modo specifico, così come il fatto che il Consiglio federale abbia facoltà di vietare l’entrata soltanto se sussiste un particolare pericolo per la salute pubblica e ciò è assolutamente necessario per impedire la propagazione di una malattia
trasmissibile. ABBV, ASO, GRIP, Hotelleriesuisse, Interpharma, NFP 80, USI, SBK, USS, Spitex e
STV sono soddisfatti che si tenga conto esplicitamente dei frontalieri. ABBV, GRIP e Interpharma chiedono che l’espressione «Tiene conto» sia precisata al più tardi nelle ordinanze, al fine di garantire nella misura del possibile la sicurezza della pianificazione professionale e privata.
GDK, AG, AI, AR, BE, BL, BS, FR, GL, GR, JU, LU, NW, OW, SG, SH, TG, TI e VD sottolineano che
le restrizioni di viaggio dovrebbero essere applicate con prudenza, per incidere il meno possibile sulle libertà individuali e ridurre al minimo l’impatto economico, sostenendo inoltre che i Paesi con un elevato carico di malattia non dovrebbero essere incentivati a sottacere informazioni sul numero di casi, sulle vie di trasmissione ecc. per timore di tali restrizioni.
NEK nonché IDS NE, SPHD, SGBE, SSPH+ e Uni GE ricordano che l’adozione di provvedimenti aggiuntivi deve essere in linea con il RSI. IDS NE, SPHD e SSPH+ reputano che i riferimenti al RSI nell’articolo siano insufficienti. NEK nonché SGBE e Uni GE evidenziano che bisognerebbe vietare l’entrata a persone provenienti da zone a rischio solo se assolutamente necessario per contrastare la propagazione di una malattia trasmissibile.
SGSH, SSI, USB e USZ chiedono che il tracciamento dei contatti sia menzionato come opzione per le persone in entrata e in uscita.
Secondo Aerosuisse, Economiesuisse, FZH, SVV e SWISS, visto che durante l’epidemia di COVID- 19 non è stato possibile rispettare le disposizioni di legge in determinate situazioni, d’ora innanzi il Consiglio federale deve poter applicare deroghe generali alle zone di transito, a condizione che siano adottati provvedimenti di protezione appropriati.
AHS, PINK CROSS e SGCH chiedono che, a causa del loro rischio di stigmatizzazione, le restrizioni all’entrata di cui all’articolo 41 siano applicate in modo molto restrittivo, ovvero siano ordinate solo come ultima ratio. Ritengono che occorra verificare se determinati agenti patogeni, in particolare l’HIV, possano essere esclusi esplicitamente da queste restrizioni. Anche Economiesuisse e SVV sono del parere che le restrizioni all’entrata e all’uscita vadano applicate soltanto come ultima ratio e coordinate almeno con lo spazio Schengen. A loro avviso bisognerebbe inoltre tenere conto del fatto che i collaboratori di imprese importanti ai fini dell’approvvigionamento debbano avere in ogni momento la possibilità di entrare in Svizzera e di lasciarla, prevedendo opportuni provvedimenti come per esempio l’obbligo di effettuare un test.
Hotelleriesuisse e STV respingono di principio qualsiasi restrizione relativa alla libertà di viaggiare, sostenendo che esistono altri provvedimenti più efficaci per contenere una pandemia. FZH esige che nell’eventualità di una futura pandemia ci si astenga totalmente dall’applicare restrizioni di viaggio e che si stralcino le lettere d–e, come nell’articolo 60. MV chiede che si rinunci a ulteriori divieti, come le restrizioni all’entrata e all’uscita, mantenendo invariato il disciplinamento vigente. ABUK respinge le restrizioni all’entrata e all’uscita.
AIG chiede che i controlli del trasporto internazionale siano pragmatici e coerenti, sostenendo che sarebbe fuori luogo imporre un divieto d’entrata solo per l’ingresso in Svizzera. Aerosuisse chiede che invece di restrizioni di viaggio globali si applichino, se possibile, strumenti più appropriati e più proporzionati, come l’obbligo di test o di quarantena.
AG è del parere che per il concetto di zona di confine si debbano tenere in considerazione i perimetri vigenti nell’ambito della cooperazione istituzionale transfrontaliera.
TG sottolinea che anche lo svolgimento dei controlli nel trasporto internazionale di viaggiatori dev’essere considerato come modulo scalabile nel quadro del previsto sistema nazionale d’informazione «Dichiarazioni delle malattie trasmissibili» e che ciò va menzionato all’articolo 41.