Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/60: Modifica della legge federale concernente il conferimento del carattere obbligatorio generale al contratto collettivo di lavoro (attuazione delle mozioni 20.4738 Ettlin «Proteggere il partenariato sociale da attacchi inaccettabili» e 21.3599 CET-N «Trasparenza sui mezzi finanziari delle commissioni paritetiche») · 14 pagine

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Molti Cantoni fanno infine riferimento alle argomentazioni esposte nella presa di posizione della CDCEP (v. 4.5.2).

4.2 Partiti politici

Il PLR è favorevole al progetto. Considera decisivo che gli accordi conclusi a livello nazionale si applichino sia ai lavoratori sia ai datori di lavoro e che questi accordi non possano essere indeboliti da regolamentazioni regionali. Ritiene infine che il progetto consenta la creazione di norme uniformi e di condizioni eque per tutti gli attori coinvolti.

L’UDC non si esprime sul progetto in consultazione. In linea di massima è favorevole all’attuazione della mozione, ma riconosce anche il conflitto presentato dal Consiglio federale nel rapporto esplicativo riguardante la competenza costituzionale dei Cantoni di stabilire autonomamente i salari minimi nell’ambito della politica sociale.

I Verdi respingono completamente la modifica della legge proposta dal Consiglio federale per ragioni sia di politica nazionale che di politica sociale. Ritengono che, se il Consiglio federale attuasse comunque la mozione, ciò dovrebbe avvenire in maniera conforme alla Costituzione, ovvero attraverso una modifica di quest’ultima.

Il PS si è opposto al progetto ritenendo che costituisca un attacco ai salari minimi legali cantonali, alla democrazia diretta e alle competenze cantonali in materia di politica sociale. A suo avviso, il progetto è in contrasto con i principi di legalità e di sussidiarietà della Costituzione e rappresenta una violazione del sistema di diritto del lavoro e delle sue fonti del diritto. Per queste ragioni è del parere che la mozione debba essere archiviata.

4.3 Associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna che operano a livello nazionale

L’Unione delle città svizzere si pronuncia contro il progetto. Concorda con il Consiglio federale e ritiene che la modifica della legge proposta sia problematica dal punto di vista della politica sociale e che costituisca una violazione inammissibile della sovranità dei Cantoni e dei Comuni.

4.4 Associazioni mantello dell’economia

4.4.1 Favorevoli al progetto con suggerimenti di modifica

L’USAM, così come la sua sezione turgoviese (TGV), è favorevole al progetto in consultazione. Precisa che respinge la soluzione (esaminata dal Consiglio federale nel rapporto esplicativo ma non adottata) di stralciare la mozione per impossibilità giuridica.

Anche l’USI è favorevole alla modifica di legge proposta.

L’USAM e l’USI ritengono che il progetto e le richieste della mozione non violino i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico svizzero e si basino su un parere legale che GastroSuisse ha commissionato alla professoressa Isabelle Häner4. Pertanto, l’USAM e l’USI sostengono l’attuazione completa della mozione e presentano due modifiche in questo senso. Propongono di aggiungere esplicitamente nella legge (attraverso un nuovo art. 1 cpv. 4 LOCCL) il primato dei salari stabiliti nei CCL dichiarati di obbligatorietà generale sulle disposizioni del diritto cantonale, in conformità con il testo della mozione. Propongono inoltre di rinunciare al termine «imperative» nella formulazione «le disposizioni sui salari minimi possono essere dichiarate di obbligatorietà generale anche se sono contrarie alle disposizioni imperative del diritto cantonale» presente nell’avamprogetto (art. 2, cpv. 4, AP-LOCCL); a loro

4 Häner Isabelle, Zurigo 2024. Il parere legale è disponibile in tedesco al seguente indirizzo: www.bratschi.ch > Know- How > Rechtsgutachten über die Änderung des Bundesgesetzes über die Allgemeinverbindlicherklärung von Gesamtarbeitsverträgen 5/14