Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/60: Modifica della legge federale concernente il conferimento del carattere obbligatorio generale al contratto collettivo di lavoro (attuazione delle mozioni 20.4738 Ettlin «Proteggere il partenariato sociale da attacchi inaccettabili» e 21.3599 CET-N «Trasparenza sui mezzi finanziari delle commissioni paritetiche») · 14 pagine
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praticabilità della modifica proposta. Inoltre, l’AUSL ha deciso di non prendere posizione rimandando al parere alla CDEP.
La Città di Zurigo e transfair ritengono che il progetto danneggerebbe l’effetto sociopolitico dei salari minimi adottati a seguito di una votazione popolare, portando a una violazione diretta della sovranità dei Cantoni e dei Comuni.
La SIT sottolinea che la modifica proposta violerebbe i principi della democrazia diretta, della ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni e l’autonomia dei Cantoni in materia di politica sociale. Secondo la SIT, inoltre, tale modifica determinerebbe non un rinforzo, bensì un indebolimento del partenariato sociale in Svizzera e aggraverebbe notevolmente la precarietà sociale dei lavoratori a basso reddito, oltre che le diseguaglianze salariali tra uomini e donne, cosa che è anticostituzionale.
Caritas Svizzera motiva la sua opposizione facendo notare che i salari minimi sono un mezzo di lotta alla povertà.
Il Centre Patronal si è opposto a questa modifica e concorda con il Consiglio federale secondo cui la mozione va contro diversi principi dell’ordinamento giuridico svizzero, come la ripartizione delle competenze tra i Cantoni e la Confederazione e il principio di legalità, entrambi garantiti dalla Costituzione. Fa presente che ai Cantoni spetta l’adozione di misure di politica sociale in materia di diritto del lavoro.
La CGAS è completamente contraria al progetto e si unisce al Consiglio federale nel suo invito a respingerla. Sostiene che, mentre la Costituzione garantisce le prerogative cantonali in materia di politica sociale, il progetto mette in questione di fatto la volontà popolare già intenzionalmente espressa per dare la priorità a determinati interessi privati.
L’UAPG si rifà al parere del Consiglio federale lamentando che i salari minimi così come proposti dai sindacati indeboliscano un dialogo a cui invece questi ultimi dovrebbero contribuire.
4.5.3 Contrari al progetto, favorevoli a un’altra soluzione esaminata
Molti tra i partecipanti contrari al progetto si sono espressi a favore di un’altra soluzione. Tre partecipanti sostengono una modifica della Costituzione e altri tre lo stralcio della mozione 20.4738 Ettlin.
Unia, Syndicom e Kapers si sono espressi contro il progetto ritenendo che costituisca una violazione delle competenze cantonali, della democrazia diretta così come dei principi di legalità e di sussidiarietà, in questo modo causerebbe una insicurezza giuridica. Evidenziano anche il rischio di un attacco ai salari minimi legali cantonali e agli obiettivi sociali della Confederazione e dei Cantoni così come un’interferenza nel sistema di diritto del lavoro e delle fonti giuridiche. Condividono il parere del Consiglio federale secondo cui non sia possibile attuare la mozione in maniera conforme alla Costituzione. A loro avviso sarebbe pertanto necessaria una modifica della Costituzione.
La CGSO, Politbeobachter e il Komitee «Ein Lohn zum Leben» rifiutano la modifica di legge proposta. Si oppongono all’ingerenza nella sovranità cantonale e alla violazione dei diritti democratici che questa modifica di legge comporterebbe. Sostengono quindi lo stralcio della mozione. Secondo il Komittee, il Consiglio federale ha una responsabilità particolare e deve quindi garantire che mozioni non conformi alla Costituzione non possano essere attuate e che vengano stralciate se necessario.