Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/16: Revisione totale dell’Ordinanza della SEFRI sulle prescrizioni minime in materia di cultura generale nella formazione professionale di base · 82 pagine
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nale sarà abolito senza essere sostituito e che nel rapporto esplicativo manchi del tutto una motivazione per la sua abolizione, che venga prestata poca attenzione alla problematica dell’IA nel lavoro finale con una ponderazione maggiore, che la valutazione del colloquio finale, di grande importanza per il voto finale della procedura di qualificazione, dipenda in gran parte dalle domande e dalla rilevanza dei docenti di cultura generale, che secondo quanto previsto dall’avamprogetto posto in consultazione per le formazioni con ICG integrato non sia più prevista la possibilità di derogare alle disposizioni dell’ordinanza.
FR accoglie con favore la decisione di concentrare l’insegnamento della cultura generale sulle competenze chiave e sulle competenze specifiche dell’area «Società». Ritiene che per troppi anni l’area «Lingua e comunicazione» sia stata confusa con un corso di lingua nazionale. Sarebbe stato interessante vedere un maggiore coraggio e un’integrazione più marcata delle nuove competenze digitali in
quest’area. Ritiene che il calendario di attuazione sia troppo ambizioso. Un anno in più consentirebbe di aggiornare non solo il programma d’istituto ma anche il materiale didattico.
GE si preoccupa per la scomparsa della cultura generale come parte integrante negli ambiti del commercio. L’introduzione della cultura generale in questi ambiti comporterebbe una modifica molto importante delle ordinanze sulla formazione che porterebbe una forte tensione su formazioni che attualmente attraversano una fase di cambiamento globale. Si rammarica della scomparsa dell’esame finale di cultura generale e si preoccupa per il possibile utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte degli studenti per la realizzazione del lavoro finale. Il mantenimento dell’esame finale permette di verificare tutti gli studenti sulle medesime competenze e convalida le loro capacità di scrittura e comprensione scritta. A suo avviso, i requisiti posti alle persone al di fuori di un ciclo di formazione regolamentato che sono ammesse alla procedura di qualificazione differiscono troppo da quelli posti alle persone che seguono un ciclo regolamentato. Al fine di armonizzare la procedura di qualificazione, auspica per la formazione professionale di base biennale l’introduzione di una nota scolastica anche per i candidati al di fuori di un ciclo di formazione regolamentato.
GL si dichiara contrario all’abolizione dell’esame finale scritto ed è del parere che il costo per la sua esecuzione sia sostenibile.
GR ritiene opportuno che le scuole e i servizi cantonali per l’orientamento professionale, universitario e di carriera collaborino per l’intera durata della formazione professionale di base. A tale scopo ritiene importante che nel PQI da aggiornare siano tenute in adeguata considerazione le competenze in materia di gestione della carriera.
JU ritiene che l’abolizione dell’esame finale renderà difficili i confronti intracantonali e intercantonali e sottolinea la necessità di rivedere il concetto di convalida dell’apprendimento che dovrà essere collegato alle modifiche apportate al campo di qualificazione della cultura generale.
NE ritiene che l’ordinanza sottoposta a consultazione modernizzi l’approccio e affermi con forza il ruolo dell’ICG nella formazione professionale senza abbandonare quelli che sono i fondamenti pedagogici di questa disciplina. Accoglie con favore l’armonizzazione dell’insegnamento della cultura generale nei Cantoni, il processo globale di acquisizione delle competenze attraverso la struttura curricolare del programma quadro d’insegnamento e il rafforzamento dell’area «Lingua e comunicazione». Si oppone all’abrogazione della deroga a favore dell’insegnamento integrato della cultura generale. Gli argomenti addotti a favore dell’abolizione dell’insegnamento integrato della cultura generale sembrano trovare fondamento soprattutto in una volontà di armonizzazione, anziché in quella di miglioramento del sistema di formazione professionale di base. Ritiene che un cambiamento che non apporta valore aggiunto né per le persone in formazione né per l’economia sia un cambiamento inutile che perturba