Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/46: Recepimento e trasposizione delle basi legali relative al Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE (sviluppo dell’acquis di Schengen/Dublino) · 80 pagine

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riguarda la possibilità di ricorrere a forme di coercizione. AsyLex chiede che sia garantito l’interesse superiore dei minori e che non siano sottoposti a forme di coercizione fisica che ne potrebbero compromettere la dignità e l’integrità fisica. Inoltre, ritiene che l’espressione «con modalità adatte ai minori e che tengano conto delle loro sensibilità» di cui all’articolo 14 paragrafo 1 del nuovo regolamento Eurodac debba essere precisata al fine di evitare eventuali usi impropri.

Coalizione asilo+Pikett Asyl, elisa-asile, FPABS, FPAZH, Giuristi e giuriste democratici svizzeri, SCCFA, Solidaritätsnetz Bern, Solinetz Luzern e sosf osservano che l’articolo 109l

capoverso 2 AP-LStrI traspone l’articolo 14 paragrafo 4 del regolamento Eurodac («persona di fiducia che difenda durante il rilevamento dei dati biometrici gli interessi dello straniero minorenne non accompagnato»). Queste organizzazioni ritengono che le persone di fiducia dovrebbero essere tenute a chiedere l’interruzione immediata del rilevamento dei dati biometrici nel caso in cui questo richieda misure coercitive che compromettano la «salvaguardia o protezione» del minore (art. 14 par. 1 ultimo periodo regolamento Eurodac). GE ritiene che non sarebbe legittimo applicare misure coercitive per la raccolta dei dati biometrici di minori così giovani.

GE e ODAGE ricordano che è necessario tenere conto dell’interesse superiore del minore per ogni decisione che lo riguarda (art. 3 par. 1 della Convenzione sui diritti del fanciullo). Inoltre, le impronte digitali costituiscono dati personali degni di particolare protezione ai sensi dell’articolo 5 lettera c numero 4 LPD. In considerazione di ciò, ODAGE dubita che l’abbassamento dell’età per la raccolta dei dati sia conforme al principio di proporzionalità proprio della protezione dei dati e raccomanda quindi che la Svizzera non recepisca questo elemento né nella LStrI né nella LAsi. In questo contesto, ODAGE chiede che la raccolta delle impronte digitali dei minori sia perlomeno limitata ai casi in cui sia ritenuta strettamente necessaria (p. es. in casi d’emergenza). USS esprime un parere critico sulla nuova età prevista per la raccolta dei dati e ritiene che le nuove disposizioni siano svantaggiose per i migranti.

CRS raccomanda che i dati biometrici dei minori siano raccolti da persone con una formazione specifica che procedano in modo rispettoso e nell’interesse superiore dei minori, i quali devono essere accompagnati da un familiare adulto o da un rappresentante per l’intera durata del rilevamento dei dati biometrici. CRS raccomanda che non si adottino mai misure coercitive nei confronti dei minori per rilevarne i dati biometrici, e che si tenga sempre presente che questa operazione è finalizzata alla loro protezione, mentre la coercizione, qualsiasi forma essa assuma nel contesto delle procedure legate alla migrazione, costituisce sempre una violazione dei diritti dei minori.

ACNUR chiede che siano adottate misure che consentano di procedere al rilevamento dei dati biometrici con modalità che tengano conto delle sensibilità dei minori. Queste misure potrebbero essere disciplinate a livello di ordinanza o istruzioni.

Durata della conservazione dei dati degni di particolare protezione dei minori

AsyLex constata che la durata minima della conservazione dei dati è di dieci anni e che non è giustificata dalla necessità di protezione particolare dei minori. Inoltre, dal momento che i dati biometrici rientrano tra i dati personali degni di particolare protezione e che quelli dei minori sono soggetti a rapidi cambiamenti, conservarli a lungo sarebbe inutile, oltre che sproporzionato. Per queste ragioni, AsyLex raccomanda con urgenza di ridurre in modo considerevole la durata della conservazione dei dati dei minori e di introdurre criteri severi per una sua proroga, da applicare solo in casi eccezionali e con l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria.